Dom. Set 25th, 2022

CASERTA- Gli arresti di questa mattina aprono un’altra pagina nera che vede un intreccio tra mondo dell’imprenditoria e politica per avere in cambio appalti pubblici, dove al suo interno ci si infila la camorra. Nell’ordinanza applicativa delle misure cautelari, il gip analizza gli esiti di una complessa indagine condotta dai Ros, supportati dai carabinieri del comando provinciale di Caserta, nei confronti di una serie di imprenditori edili di Casapesenna in stretto collegamento, fra gli altri, con alcuni esponenti politici locali e nazionali.

Fra i soggetti ei provvedimenti emessi vi sono Carlo Sarro, attuale membro della camera dei deputati, l’ex senatore della Repubblica Tommaso Barbato, Angelo Polverino ex consigliere della regione Campania e l’ex sindaco di Caserta Pio Del Gaudio. Il gip ritiene che vi siano gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’imprenditore edile Fontana Giuseppe; in particolare, attraverso le attività di intercettazione, il giudice ha ritenuto accertato come egli, dal 2009, dopo essere stato colpito da un provvedimento interdittivo antimafia emesso dall’ufficio territoriale del governo di Caserta, sia stato costretto a non poter più contrattare con la pubblica amministrazione. Tuttavia, costui ha posto in essere una strategia volta ad eludere tale divieto che si è manifestata:

  • Con la denuncia, presso la compagnia di Casal di Principe, insieme ad altri imprenditori della zona, di una serie di episodi estorsivi riconducibili all’allora latitante Michele Zagaria. Al riguardo, grazie alle intercettazioni effettuate, si è subito compreso come i fatti denunciati fossero solo i primi di un più complesso disegno finalizzato ad ottenere una “rigenerazione” di tutti quegli imprenditori che, anche a seguito di una associazione antiraket, avrebbe garantito loro nuove commesse con la pubblica amministrazione. Il gip dà conto che quanto emerso è stato di recente ammesso anche dallo stesso Michele Zagaria il quale, in occasione di un pubblico processo, in sede dibattimentale, ha spontaneamente negato di essere il mandante delle denunciate estorsioni precisando, per contro, di essere stato molto legato dal punto di vista economico ed “affettivo”  agli imprenditori denuncianti;
  • Attraverso un radicato rapporto di amicizia con Cosentino Giovanni ed Esposito Maria Costanza, rispettivamente fratello e consorte di Cosentino Nicola. Infatti, mediante la loro intercessione, Fontana Giuseppe ha tentato di ottenere dall’onorevole Carlo Sarro, commissario straordinario dell’ATO 3”Sarnese-Vesuviano”, ente d’ambito che gestisce i servizi idrici nella provincia di Napoli e Salerno, l’assegnazione di un grosso appalto bandito da quell’ente, rappresentando altresì l’intenzione, qualora la sua la sua richiesta non fosse stata esaudita, di denunciare lo stesso Sarro, poiché destinatario di una tangente di 2.500.000/00 euro. Nella circostanza, il gip ritiene che si sia accertato che quest’ultimo, con la complicità degli imprenditori edili Piccolo Lorenzo e Fontana Antonio, abbia turbato il regolare svolgimento della gara di appalto bandita dalla G.O.R.I S.p.a. e ricadente proprio nell’ambito dell’ATO3 Sarnese-Vesuviano relativa ai “lavori  di manutenzione, pronto intervento, rifunzionalizzazione, ricostruzione e riabilitazione delle reti idriche e fognarie” per un importo stimato, IVA esclusa, di 31.710.000/00 di euro. Ne abbia garantito quindi l’aggiudicazione, in complessivi tre lotti, a ditte riconducibili al clan di Zagaria Michele, ed in particolare all’impresa di Piccolo Lorenzo, ossia la IDROECO s.r.l., che si è aggiudicata il primo lotto, ed al CONSORZIO STABILE GRANDI OPERE S.C. a.r.l, riconducibile a Fontana Antonio che si è aggiudicata il terzo lotto.
  • Mediante l’elargizione, a seguito della promessa di aggiudicazione di appalti pubblici, di somme di denaro a esponenti politici locali, ovvero al consigliere regionale Angelo Polverino, in occasione del rinnovo del consiglio regionale della Campania del 2011, e all’allora sindaco di Caserta Pio Del Gaudio in occasione della sua candidatura a primo cittadino di Caserta. Proprio dalle parole dello stesso Fontana Giuseppe proveniva l’ammissione di aver consegnato a Del Gaudio la somma di 30.000./000 euro e quindi la successiva pretesa di restituzione, atteso che, di fatto, tale elargizione non gli aveva arrecato alcun vantaggio economico. Analoga condotta è stata posta in essere anche nei confronti di Polverino, al quale Fontana risulta aver corrisposto, su indicazione dello stesso Del Gaudio, la somma di 20.000/00 euro, previa promessa di una condotta di generale appoggio alle sue richieste, ovvero di far assegnare a ditte a lui riconducibili gare di appalti pubblici;
  • Con l’interessata amicizia, coltivata strumentalmente, con appartenenti alle forze di polizia, con lo scopo di far decadere, formalmente, tutti quei presupposti e dati di fatto che, attraverso le informazioni antimafia redatte dai vari organismi deputati, avevano dato l’emissione del provvedimento interdittivo emesso nei suoi confronti. In particolare, si è assistito al coinvolgimento di un appartenente dell’arma dei carabinieri, in quanto stimolato ad intercettare con gli addetti alla stesura delle informazioni antimafia, nonché sollecitato a riferire a Cosentino Giovanni e allo stesso Fontana Giuseppe notizie riservate in merito allo svolgimento di indagini sul conto della famiglia Cosentino. Della stessa indole è apparso il legame amicale con un appartenente alla Guardia di Finanza, il cui rapporto di frequentazione era finalizzato principalmente a conoscere l’esito delle attività investigative che quella polizia tributaria stava nei confronti del Consorzio Appalti Grandi Opere – AGO – riconducibile alla famiglia Fontana e nei riguardi di Fontana Orlando fratello di Giuseppe. Su tale vicenda il gip si è riservato di decidere in ordine alla richiesta di applicazione della misura interdittiva all’esito dell’interrogatorio;
  • Con l’acquisizione, mediante prestanome, del 51% di una società di costruzione, la I.S.I. Costruzioni Generali s.r.l. con una nuova veste, il medesimo ha quindi tessuto una serie di rapporti con esponenti politici campani dai quali è riuscito ad ottenere la promessa di grossi appalti.

Il Gip ha ritenuto, altresì, accertato che il sistema, poggiandosi su una ristretta cerchia di imprenditori edili, tutti riconducibili a Michele Zagaria ed in stabili rapporti di frequentazione con lui, per anni ha sfruttato una condizione di oligopolio che ha permesso, alle stesse aziende, di acquisire ingenti commesse da parte della regione Campania. – settore ciclo integrato delle acque, per lavori di ristrutturazione e manutenzione della rete idrica fognaria ed introitare, a vantaggio del clan, diversi milioni di euro. In particolare, Tommaso Barbato, agendo dapprima come responsabile del settore regionale collegato al ciclo integrato delle acque e, successivamente, nelle vesti di consigliere regionale in quota UDEUR, di senatore della Repubblica del medesimo partito e, da ultimo, di persona comunque impegnata in attività politiche, procurava ai diversi imprenditori legati la gruppo Zagaria continue commesse in regime di “somma urgenza” per la manutenzione e la gestione degli acquedotti regionali della Campania, con la conseguente fruizione da parte del clan di uno strumento di sostentamento stabile e di apparente provenienza lecita, ricevendo dal somme di denaro e appoggi elettorali. Infine, il gip ha ritenuto riscontrato il coinvolgimento di Fontana Giuseppe e di suo fratello Orlando in una vicenda riguardante l’omesso sequestro di un supporto magnetico – una chiavetta USB a forma di cuore – rinvenuta nel bunker di Zagaria il giorno della sua cattura e del suo successivo passaggio di mano. In particolare, nell’ordinanza è specificato che Fontana Orlando, grazie alla complicità di un non meglio identificato  appartenente alla polizia di stato e previa consegna della somma di 50.000/00 euro, ha custodito il supporto informatico riconducibile a Zagaria Michele, prima di passarlo definitivamente ad un altro appartenente al clan dei casalesi –gruppo Zagaria, al fine di tenerne celato il contenuto.