Mar. Nov 29th, 2022

CASERTA. Ormai è una prassi consolidata: tutti i segretari provinciali del PD e anche delle vecchie sigle, finiscono nel tritacarne in poco tempo. Perché? È una domanda che mi pongo non appena si aprono all’interno del PD le solite scaramucce da scolari dell’asilo. Ci sono stati molti segretari, ma alla fine tutti, indistintamente, sono finiti nel budello delle polemiche.

Lo stesso schema sta capitando all’attuale segretario Raffaele Vitale. A distanza di pochi anni dalla sua elezione è finito anch’esso nel tritacarne delle polemiche e il suo operato non sta bene a una buona parte del partito. Certo, Vitale ha commesso una serie di errori. Il primo errore: non ha mai saputo scegliersi  le persone giuste in grado di indirizzarlo a fare una sana politica. Ha sbagliato molto sia come sindaco sia come segretario. Su questo non ci piove.

Ma la domanda è perché i segretari del PD ad un certo punto diventano un nemico da mandare giù? La mia risposta è schietta: molto probabilmente ognuno pensa a interessi non proprio legati all’attività politica, ma ognuno cerca di tirare acqua al suo mulino. Quindi il segretario, che è quello che deve fare le scelte, se non inquadra il percorso giusto indirizzato alle esigenze dei singoli, capita che all’improvviso si aprono fratture che portano dritti a spaccature spesso insanabili. La politica è un interesse collettivo, non personalistico, e nemmeno indirizzata all’interesso del partito. La politica è potere, il potere è servizio.

La segreteria è la guida di un partito, ma certamente non è il proprietario del partito. Aprire una discussione all’interno di un partito è il sale della democrazia. Ma il dialogo va aperto per trovare soluzioni per i cittadini e non certamente per questa o quella candidatura. A questo dovrebbe servire un partito e la politica che fa. Ma, invece, da anni il PD non riesce ad aprire un sano dialogo al suo interno per affrontare le problematiche del territorio, ma lascia trascorrere il tempo dietro beghe che nulla centrano con i problemi reali dei cittadini. Il segretario Vitale ha commesso l’errore di non aver mai saputo aprire un dialogo serio e costruttivo sia con gli attori in campo del PD sia con l’esterno per ascoltare le problematiche della gente. Ma in tutto questo, Vitale, non è mai stato nemmeno aiutato da chi compone il PD casertano. Per concludere, ognuno reciti il mea culpa: la politica si fa esclusivamente per il bene dei cittadini, il resto sono solo chiacchiere di bottega.