Lun. Lug 4th, 2022

La situazione nella provincia di Caserta è devastante. Ci sono situazione di disagio sociale che mettono a rischio la normale sostenibilità delle famiglie. Tutto dipende, ormai da sempre, dalla mancanza di lavoro, che porta le persone a non avere nulla e, spesso, costrette a rivolgersi alla malavita organizzata e gli usurai anche per fare una semplice spesa.  

Figli “dati in pegno” e mandati a lavorare per saldare il debito contratto dai genitori con gli usurai. E’ quanto denuncia il presidente della Camera di Commercio di Caserta, Tommaso de Simone, in un intervista ad “Avvenire.

“Ci sono famiglie che mandano i loro figli, le loro figlie a lavorare per saldare i debiti. Sono costrette ad accettare obtorto collo l’ apparente ‘benevola’ richiesta. Sono i figli a pagare spesso per le loro famiglie”. “Non ho nomi da indicare – spiega De Simone – ma dai racconti di molti operatori economici, schifati da quello che sta avvenendo, ho la certezza che il fenomeno dell’ usura sia cresciuto in maniera esponenziale in questi ultimi mesi di chiusura totale e non si sia arrestato”.

Una situazione che apre un’altra falla all’interno della provincia di Caserta. Secondo il presidente della Camera di Commercio di Caserta gli usurai usano i classici metodi per rientrare dal debito, ma quando diventa impossibile per rientrare del loro capitale, si passa all’impiego dei figli dei debitori.  “Se ci sono figli o figlie in età da lavoro, legalmente, maggiorenni o minorenni, lo strozzino chiede al padre di impiegarli in un’azienda a lui vicina, ma non riconducibile alla sua persona. E in questo modo si paga il debito, se tutto va bene. Non oso immaginare altro”, ha quindi concluso de Simone.