Mar. Nov 29th, 2022

Estate 2018. Palinuro, frazione di Centola, comune in provincia di Salerno (Regione Campania). Sulla spiaggia di un lido balneare, nei pressi dell’Arco naturale, il regista Enrico Iannaccone, sta girando con le attrici Catherine Spaak e Carla Signoris, una scena del film “La vacanza”, in cui la  conduttrice di “Harem” interpreta il ruolo di un ex magistrato , affetta da Alzheimer, ma con una grande voglia di vivere , la quale, nel corso di una vacanza, incontra il giovane “Valerio “ (Antonio Folletto) con cui nascerà un forte legame d’amicizia che consentirà loro di condividere  dolore e  segreti tenuti a lungo nascosti. L’assistente alla regia, battuto il ciak, dà il via alle riprese, quando un temporale si annuncia con un roboante tuono, cui ,dopo qualche minuto, segue un violentissimo acquazzone.

Le attrici, sorprese dalla grande massa d’acqua, corrono a ripararsi sotto la vicina  cavità di pietra, con la Spaak che fa segno al regista ,accolto all’interno del bar dello stabilimento, di essere pronta, smesso di piovere,  a tornare sul set per finire di girare la scena. 

“Certo Catherine, che tu sei proprio una stacanovista!…Neanche ha smesso di piovere che già vuoi tornare sul set!…Be’, per questa tua dote e ,per questo tuo entusiasmo, devo proprio complimentarmi con te!…”, esprime il suo apprezzamento la Signoris, cui la Spaak replica, schermendosi: “Suvvia, dai, Carla, non esagerare!…La verità, è che io sono insicura, ho sempre paura di sbagliare, di non interpretare bene la battuta,di non avere abbastanza memoria, di fare un gesto in più o  in meno…insomma, ad ossessionarmi non è tanto il lavoro, quanto piuttosto il timore di fare una gran brutta figura!…”.

“Brutta figuraaaa?, brutta figura, tu, davvero?…Ma no, Cathrine, tu sei l’antitesi di una brutta figura…non potresti mai farne una…tu e le butte figure vi escludete a vicenda!…”, esclama sicura la Signoris, continuando, “E che dire,  se  un’attrice che ha contribuito a fare la storia del cinema, si preoccupa ancora di sbagliare?…Uno, poi, chissà perché, è portato a pensare che, con il passare del tempo, un artista diventi più sicuro di sé…invece, vallo a spiegare che questo è un lavoro basato sull’insicurezza, dove non c’è niente di certo!…”.

“Non so se tu abbia ragione o no,Carla!… io so solo che ho sempre avuto una gran fifa…forse, anche per via della mia timidezza… e quando ero più giovane era anche peggio…”, racconta la Spaak, “E poi, negli anni Sessanta,  noi donne , sul set , eravamo quasi sempre in minoranza…e la rivalità con gli uomini era un vero problema…In più, ero appena arrivata dal Belgio, quindi, parlavo pochissimo e malissimo l’Italiano ed era una continua presa in giro…qualcuno, attori anche importanti, a distanza di tempo, mi hanno chiesto scusa per questi comportamenti, per la prevaricazione, intendo!…Ma sai cos’è più avvilente?, che le cose oggi non siano poi tanto cambiate…e lo sai perché?, perché le donne non credono abbastanza in se stesse…e anche gli uomini hanno lo stesso problema: ecco ,quindi, che temono l’intelligenza e l’indipendenza delle donne!…”.

“Io Cathrine,  sono cresciuta ammirandoti per i tuoi film e anche per le  tue scelte: sei una persona intelligente, elegante, controcorrente. L’immagine che si ha di te è quella di una figura algida, distaccata, ma io non ho conosciuto quella donna lì, io ho incontrato una donna calda, che ha  voglia di incontro e condivisione, una grande fame e al tempo stesso preoccupazione di riuscire…Insomma, tu hai un grande dono, “Cat”: la grazia della leggerezza, che  non è superficialità o assenza di pensiero, ma, come scriveva Calvino, è capacità di planare sulle cose in maniera lieve, pacata …E, visto che siamo arrivati quasi alla fine delle riprese, per questa lezione di vita e di stile e, per questo tempo trascorso insieme,voglio ringraziarti: grazie, Cat!, perché in queste settimane ho imparato tante cose da te, solo osservandoti…”, termina il suo discorso, emozionata, la Signoris, cui la Spaak, risponde, cercando di sdrammatizzare: “Grazie mille, Signora Signoris, per questi complimenti!, ma, siccome  non smette di piovere e non credo proprio che riusciremo a girare neppure una scena quest’oggi, io direi che invece di star qui a parlare, in mezzo a tutta questa umidità, sarebbe meglio tornare nelle nostre roulotte, anche perché io ho lasciato da solo il mio cagnolino e devo occuparmi di lui,altrimenti, se non mi vede, si rattrista e mi entra in depressione ed io non voglio che soffra, non voglio che pensi di essere stato abbandonato!…”.

“Sono una ribelle , libera, segreta. Sempre curiosa, pronta alla sperimentazione , ma allo stesso tempo candida: bambina ancora stupefatta dalle meraviglie del mondo e dai doni che elargisce. Tanti conoscono la mia immagine, nessuno il mio cuore”. Così, con queste parole, l’attrice, conduttrice, cantante e scrittrice Catherine Spaak, scomparsa la settimana scorsa, descriveva se stessa in una delle ultime interviste, rilasciata a un sito web, nel gennaio del 2021.

Nata a Boulogne-Billancourt, il 3 aprile 1945, da Charles Spaak, sceneggiatore cinematografico e da Claudie Clevés, attrice , di origine belga, cresce con la sorella Agnès, in una famiglia di artisti e politici (lo zio, Paul-Henri, ha ricoperto per più mandati la carica di Primo Ministro del Belgio).

In collegio dall’età di nove anni e , fino ai quindici, manifesta una passione per la danza classica che rinuncia a coltivare per via dell’altezza, ritenuta eccessiva per i canoni prefissati per quella disciplina.

Quindi, avvicinatasi al Cinema per via del padre, dopo un esordio,a soli quindici anni, nel film francese “Il buco” di Jacques Beker, nel 1960, si trasferisce in Italia, dove, notata dal regista e sceneggiatore Alberto Lattuada, viene scelta da quest’ultimo per la pellicola “I dolci inganni”, in cui interpreta “Francesca”, studentessa di famiglia borghese che intraprende una relazione con un uomo maturo, suscitando scandalo e polemiche.

Scritturata per altri film, dove interpreta il ruolo di adolescente spregiudicata, quali: “Diciottenni al sole” di Camillo Mastrocinque , “La voglia matta” di Luciano Salce , in cui recita con Ugo Tognazzi e sul cui set incontra l’attore Fabrizio Capucci, che sposa nel 1963 e da cui ha la figlia Sabrina, (toltale poi  da un giudice, dopo la separazione dal marito, in quanto attrice e, quindi, “persona di dubbia moralità”), “Il sorpasso” di Dino Risi , in cui riveste il ruolo di “Lily” , figlia dell’esuberante viveur “Bruno Cortona” (Vittorio Gassmann), “La calda vita” di Florestano Vancini e “La noia” di Damiano Damiani, desunta dall’omonimo romanzo di Alberto Moravia, entra nell’immaginario collettivo grazie all’indimenticabile scena in cui appare ricoperta solo di banconote.

Nel 1966, quindi, divenuta protagonista della Commedia all’italiana,  recita ne “L’armata Brancaleone” di Mario Monicelli, cui seguono, fino alla prima metà degli anni Settanta, le pellicole:  “Intrighi al Grand Hotel” di Richard Quine (tentativo, rimasto isolato, di una carriera hollywoodiana), “Una ragazza piuttosto complicata” di Damiano Damiani, “La matriarca” di Pasquale Festa Campanile, “Il gatto a nove code” di Dario Argento e “Cari genitori” di Enrico Maria Salerno.

Rivelate doti canore, parallelamente alla carriera di attrice , si cimenta nel canto, pubblicando per la casa discografica Dischi Ricordi i 45 giri: “Mi fai paura”, “Quelli della mia età”, cover di “Tous les garcon et les filles” di Francoise Hardy e “L’esercito del surf”, diventati delle vere e proprie hit,rilanciate nei varietà del sabato sera Rai, per poi approdare alla commedia musicale con “La vedova allegra”, adattamento dall’omonima operetta, diretto da Antonello Falqui,nel quale però , è doppiata dalla cantante del Quartetto Cetra, Lucia Mannucci ,e in cui forma una coppia artistica con l’attore e cantante Johnny Dorelli, che  sposa nel 1972 e da cui ha il secondo figlio,Gabriele e da cui divorzia nel 1979.

Nel 1976, raccolto un largo consenso nei panni di “Gabriella”, proprietaria di un bar  e compagna di “Mandrake” (Gigi Proietti), incallito scommettitore sulle corse di cavalli, insieme con gli amici, nel film “Febbre da cavallo” di Steno, per due stagioni porta in teatro il personaggio di “Rossana” nella commedia musicale “Cyrano” di Riccardo Pazzaglia e Domenico Modugno e calca le scene con la commedia “Promesse, promesse” di Neil Simon.

Quindi, tornata sul set,nel decennio Ottanta, partecipa alle pellicole: “Io e Caterina” di e con Alberto Sordi,”Claretta” di Pasquale Squitieri e “Scandalo segreto”, primo e unico film da regista e, ultima apparizione cinematografica, di Monica Vitti, tralasciando poi, negli anni Novanta, la recitazione per dedicarsi alla conduzione televisiva di trasmissioni Fininvest e Rai , quali: “Forum” e “Harem”, programma quest’ultimo di interviste e di inchiesta sul mondo femminile.

E proprio a  proposito  della nascita di “Harem”, trasmissione condotta per quindici anni, l’attrice e conduttrice, spiega: “Avendo capito che il post femminismo è un argomento estremamente interessante e molto complesso, ho pensato di realizzare questo nuovo programma. L’idea è di avere tre donne, però di rovesciare la situazione , cioè, non sono più gli uomini i protagonisti, ma le donne , con l’uomo diventato “l’uomo misterioso”, che, nascosto dietro un  tendaggio,  viene interrogato sull’argomento. Insomma, si tratta di una trasmissione di inchieste attraverso cui racconto la realtà del profondo cambiamento delle donne”.

Autrice di numerosi articoli e rubriche su testate giornalistiche e scrittrice di libri, tra cui: “26 Donne”,“Un cuore perso” , “Oltre il cielo” e “Lui” , editi da Mondadori e “Da me”, edito da Bompiani , alla vigilia del nuovo Millennio, sposa in terze nozze l’architetto Daniel Rey.

Nella prima metà del Duemila, ripresa la carriera di attrice con partecipazioni a commedie  (“Promessa d’amore” di Ugo Fabrizio Giordani, “Te lo leggo negli occhi” di Valia Santella, “I più grandi di tutti” di Carlo Virzì e “Ti sposo ma non troppo” di Gabriele Pignotta) e a serie televisive (“Un posto al sole”, “Questa è la mia terra”, “Le inchieste dell’ispettore Zen” e “Un medico in famiglia8”),  è dapprima nel cast del talent show  “Ballando con le stelle”e, poi, del reality show “L’isola dei famosi”.

Tornata a calcare i palcoscenici, con le piéce: “L’uomo del destino” di Y. Reza, “Storie parallele”, tratto da un suo testo, “Vivien Leigh-L’ultima conferenza stampa” di M.Lafferty e “Racconti dal faro”, nuovamente su suo testo, nel 2019, dopo la separazione dall’ultimo marito Vladimiro Tuselli, prende parte al  film: “La vacanza” di Enrico Iannaccone.

Colpita da un’emorragia cerebrale e da una serie di ictus fra il 2020 e il 2022, si  è spenta in una clinica romana lo scorso 17 aprile ed è stata salutata e ricordata nel corso di esequie private da amici di famiglia e dalla sorella Agnés, che ha  rivelato della sua riconciliazione ,non molto tempo fa, con la figlia Sabrina ,dalla quale era stata allontanata.

Del suo rapporto con la malattia,  nel corso di un’intervista al programma di Rai Uno “Storie italiane”, aveva detto: “Tante persone che hanno problemi di salute tendono a nasconderlo . Sei mesi fa, ho avuto un’emorragia cerebrale  e, successivamente, delle crisi epilettiche dovute alla cicatrice. Un’emorragia, non fa piacere a nessuno, ma oggi sono qui con il sorriso, con la capacità di ragionare e di parlare , ma anche di ribellarmi. Non ho perso la mia grinta e il mio coraggio”.