Lun. Lug 4th, 2022

Un conto è fare caciara per strada, un altro è governare una nazione. Quando si fa campagna elettorale si dice tutto quello che si vuole, tanto sono chiacchiere da marciapiede, servono esclusivamente per illudere i cittadini. Poi una volta al governo gli interessi dei cittadini sembrano sparire nel nulla.

Ogni giorno in Italia chiudono 240 imprese soffocate dalla crisi, dal fisco killer e da una burocrazia asfissiante. Tutte queste imprese che chiudono sono la macchina occupazionale del paese, quando chiudono, significa che finisce anche il lavoro per migliaia di lavoratori.

Lo stato invece di trovare una soluzione a tutte queste morti, continua ad andare avanti con provvedimenti che contribuiscono ad uccidere ulteriormente le piccole imprese.

Una nuova norma del fisco italiano prevede che molte attività commerciali e imprenditoriali dovranno inviare al fisco in tempo reale ciò che guadagnano. Dovranno adeguarsi prima negozi ed esercizi sopra i 400mila euro di volume d’affari, poi dal 2020 toccherà a tutti gli altri. Al consumatore sarà rilasciato un documento commerciale e potrà chiedere che abbia valenza fiscale comunicando il suo codice o la partita Iva. Si prepara, infatti, l’addio al vecchio scontrino o alla vecchia ricevuta fiscale. I corrispettivi percepiti non saranno più documentati con il rilascio di scontrini e ricevute fiscali, ma attraverso la trasmissione dei dati dei corrispettivi giornalieri effettuata mediante loro memorizzazione elettronica e successivo invio, con contestuale rilascio al cliente di un documento commerciale valido anche a fini fiscali quando integrato con codice fiscale o partita Iva dell’acquirente. In pratica anche gli scontrini saranno inviati online alle Entrate. Le operazioni da certificare con documento commerciale sono tutte quelle individuate dall’articolo 22 del Dpr 633/1972 (il decreto sull’Iva), riguardante il commercio al minuto e le attività assimilate, per le quali ad oggi viene rilasciato uno scontrino o una ricevuta fiscale.

Vuol dire che se finora chiudono 240 imprese al giorno, d’ora in avanti ne chiuderanno 500, poiché questo fisco esasperante non ha capito che così facendo sta uccidendo il motore della nazione. Loro parlano di lotta all’evasione fiscale, ma la lotta all’evasione non si combatte facendo chiudere le piccole attività, ma si combatte contrastando chi l’evasione la fa sul serio. Già la fattura elettronica ha esasperato il commercio, ora si aggiunge un’altra mannaia. Ormai il fisco ti spia il conto corrente senza permesso, la burocrazia infinita e le tasse da pagare: ora tutti i commercianti dovranno spendere soldi per dotarsi di tutta l’attrezzatura necessaria per comunicare all’Agenzia delle Entrate quanto guadagnano in tempo reale. Questo stato di polizia è entrato nella fase acuta della follia.