Mer. Lug 6th, 2022

Caserta Solidale è nata in un giorno di metà marzo 2020 quando l’epidemia divampava nel nostro paese. Ricordiamo la paura forte, fortissima. Per noi, per i nostri cari vicini o lontani, per il lavoro che spesso non c’era più, per i soldi che alla fine del mese bastavano sempre meno. Ce la ricordiamo come una paura unanime, mai come quella volta di tutti. Un’altra paura, se possibile ancora più forte, era quella di dover affrontare tutto questo da soli, di affondare alla deriva aggrappati con le unghie ognuno al proprio appiglio in un mare stracolmo di naufraghi. La abbiamo affrontata urlando forte che per salvarci avremmo dovuto stringerci, che solo insieme ce l’avremmo fatta, anche quando parole come “distanza sociale” entravano di prepotenza e, per certi versi inevitabilmente, nel linguaggio comune. A Caserta abbiamo scoperto una rete di salvataggio fatta da 7 associazioni (Centro Sociale Ex Canapficio, Laboratorio Sociale Millepiani, Nero e Non Solo, Caritas, Caserta Città Viva, Comitato Per Villa Giaquinto) e da tanti, tantissimi cittadini volontari, circa 150 tra la prima e la seconda ondata, che in oltre un anno hanno effettuato più di 600 consegne, tra farmaci, bombole di ossigeno e spese alimentari. Oltre 500 le chiamate gestite dai centralinisti per la prenotazione e la risoluzione delle problematiche riguardanti la vaccinazione anti-covid e il “telefono amico” che ha offerto sostegno psicologico continuativo ad anziani e persone sole che ne hanno fatto richiesta. Parallelamente centinaia di domande compilate per il Reddito di Emergenza, i buoni spesa e studio e per i vari sussidi erogati da Governo, Regione e Comune. Per questo insieme a Caserta Solidale, sono nate altre 2 esperienze: Campania e Castel Volturno Solidale. L’emergenza mondiale come quella nazionale non ha fatto altro che accrescere le disuguaglianze sociali, colpendo brutalmente i soggetti più fragili da tutti i punti i vista. E pure il diritto al vaccino, sulla carta diritto universale, nei fatti è ancora oggi ad appannaggio dei paesi più ricchi mentre interi stati ne restano quasi completamente privi. Da qui la nostra pressione su Regione Campania e ASL per modificare la piattaforma Soresa e consentire la prenotazione anche agli immigrati sprovvisti di un documento di soggiorno o con soggiorno scaduto. Un’altra importantissima vittoria ottenuta dalla nostra rete negli scorsi mesi, sulla difficile strada per uscire insieme dall’incubo. Oggi, a quasi un anno e mezzo dall’inizio della pandemia, con il caldo che avanza e la campagna vaccinale che comincia a sortire i suoi effetti, comunichiamo la chiusura dei centralini che per sei giorni a settimana su sette hanno risposto alle richieste di consegne a domicilio e assistenza nelle prenotazioni. Conosciamo però gli effetti di un’emergenza che persiste e si è aggravata in molteplici forme e se da un lato il dramma sanitario comincia a lasciar intravedere una luce in fondo al tunnel, dall’altro la povertà che cresce, i danni educativi e sociali che ha subito la scuola, le piaghe ambientali che, soprattutto in Campania, dilaniano il territorio con effetti drammatici sulla vita e sulla salute delle persone, ci fanno capire che la strada è ancora lunga e tortuosa. Non si muore e non si soffre di solo Covid, abbiamo ripetuto più volte. Per questo Caserta Solidale sospende i suoi centralini, sperando in verità di non doverli riattivare mai, ma non vuole fermarsi qui. Resterà operativo li solo numero dello sportello sanitario attivo per la risoluzione delle problematiche di accesso ai vaccini e per la prenotazione degli immigrati (3792489778 il martedì e il giovedì dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 18.00 e il mercoledì dalle 16.00 e alle 18.00) Ci rivolgiamo perciò alla città e alle tantissime persone che mettendosi a disposizione, ognuna con le proprie capacità e col proprio tempo, hanno reso possibile questa straordinaria esperienza e gli incredibili risultati ottenuti. Ripartiamo quindi insieme dalle emergenze che restano da affrontare. Ripartiamo dal Reddito, da estendere e migliorare nelle sue forme, per tutte quelle famiglie che non ce la fanno più a sopravvivere; ripartiamo dagli spazi verdi da difendere e diffondere nella nostra città grazie a quei meccanismi di gestione condivisa che hanno già costituito dei modelli, come a Villa Giaquinto, Via Arno e Parco Aranci da prendere ad esempio e da replicare sul territorio; ripartiamo dal supporto educativo da provare a costruire insieme alle scuole, alle famiglie, ai bambini e ragazzi immaginando insieme nuove forme e modalità; E ripartiamo anche dagli spazi sociali come l’Ex Onmi, da poco assegnato al Centro Sociale e una vasta rete di associazioni. Luoghi in cui costruire la Caserta del futuro, in cui organizzare la socialità e il cambiamento, luoghi di lotta allo sfruttamento e alle discriminazioni, in cui nessuno possa mai sentirsi veramente solo. Luoghi in cui la Caserta Solidale può continuare a stare assieme e a tenersi stretta.