Dom. Nov 27th, 2022

Quando Berlusconi sbandierava un milione di posti di lavoro lo prendevano per pazzo. Ahimè, quel milione di posti di lavoro non sono mai arrivati. Era scontato. Oggi ci troviamo in una situazione analoga, poiché il reddito di cittadinanza legato al lavoro non combatte la vera povertà diffusa in Italia, rischia di impantanarsi nel breve tempo e lasciare fuori molti soggetti che ne hanno bisogno.

Il nodo più preoccupante è che legarlo al mondo del lavoro, significa costruire in Italia cinque milioni di posti lavoro in breve tempo, altrimenti diventa un sussidio perenne a non fare nulla. Cosa alquanto impossibile. Costruire cinque milioni di posti di lavoro è un’impresa impossibile, non c’è riuscito Berlusconi con un solo milione, figuriamoci cinque.

Lo strumento è nobile, ma sono i criteri che sono ignobili. Il M5S doveva fare qualcosa per mantenere la promessa elettorale, ma non ha fatto i conti con quello che può succedere dopo. Qualora non trovi il lavoro alle persone, diventa impossibile continuare ad erogare un reddito che non mira a combattere chi oggi in questo paese non può mettere un piatto sulla tavola, ma diventa un qualcosa di inutile destinato a mera propaganda politica.

Cinque milioni di persone sono in povertà assoluta, altri dieci milioni si avviano verso la povertà, quindi la situazione è davvero drammatica, eppure il reddito di cittadinanza lascerà fuori molte persone che vivono in povertà. Ci vuole il lavoro, il lavoro lo creano le imprese, e se le imprese non ci sono, il lavoro non c’è. Concetto che a quelli del M5S non è chiaro oppure fanno le stesse orecchie di mercante dei vecchi politici pur di rimanere incollati al potere promettendo l’impossibile.