Ven. Mag 20th, 2022

Estate 1965.Roma. Quartiere Centocelle. In piazza San Felice da Cantalice, tutto è pronto per il concorso annuale di voci nuove. Il pubblico, residente nel rione, seduto nella platea disposta dinanzi al piccolo palco a ridosso di una rotonda, attende l’inizio della manifestazione,mentre i cantanti che partecipano alla gara si posizionano dietro le quinte in ordine di entrata. Qui, il quattordicenne Claudio, ultimo in ordine di esibizione, ripassa la canzone che  canterà e suonerà, mimando i movimenti delle dita sui tasti del pianoforte, quando viene avvicinato da Romolo, detto “Romoletto”, un ragazzo, suo conoscente. ” ‘A Claudie’, ma te stai qua?…ma che stai a fa’?…”, domanda l’adolescente, continuando: “Ah…ho capito!…certo, che sei proprio fissato co’ ‘sta storia della musica, eh?…Secondo me, stai a perde’ solo tempo!…La vertità è che ‘ste cose alle ragazzette non gli piacciono…preferiscono gli sportivi!…Damme retta, Claudie’: molla il pianoforte e vie’ co’ noi a gioca’ a calcio!…Poi vedi, se le ragazze non te notano!…”. “Ti ringrazio del consiglio, Romole’!…però, vedi, il fatto è che, a me, la musica piace…mi piace cantare,suonare il pianoforte…”, replica Claudio,toccandosi nervosamente gli occhiali da vista. “Ah, andiamo bene!…se continui così, me sa’ che invecchierai prima!…’A Claudie’, ascolta me: te , ti devi da’ ‘na svegliata!…”, sentenzia “Romoletto”, aggiungendo: “Se vai avanti de ‘sto passo, tutti i pomeriggi chiuso in casa a suona’ il pianoforte,diventerai cieco e sordo!…Te, dovresti stare con me, con noi altri, all’oratorio: organizziamo certe gare de calcetto!…e poi ce stanno pure gli scout e certe ragazzette carine…altro che spartiti e solfeggio!…Ah, Claudie’…e poi, io te devo di’ ‘na cosa…te devo di’ la verità: i ragazzi dell’oratorio, da un po’ di tempo a ‘sta parte ,di te , quando non ci sei, cioè sempre!, dicono cose non proprio carine…Insomma, come te lo dico?…pensano che tu sia triste e che  non ti sappia divertire…’A Claudie’, t’hanno dato pure un soprannome: “Agonia”!…Oh, io ti ho pure difeso,eh!…comunque, contento te!…Io, te l’ho detto!…Io, ti ho avvertito!… Mo’ però me ne devo anda’, che i ragazzi m’aspettano al campetto per il torneo… Ah, dimenticavo, Claudie’: bona fortuna, per il concorso!…”.  ” A ragazze’, non lo sta’ a senti’, quello…non lo sta’ a senti’ , perché non è un amico vero!…”, prende la parola un anziano, entrato dietro le quinte per sostenere suo nipote prima della sua esibizione, “Pure mio nipote canta…è il terzo in ordine di ingresso…perciò io te capisco…Scusa se mi intrometto,ma stavo qua dietro e ho sentito tutto…e tu fijetto mjo me sa che te dovresti difende’ da quei bulletti…Tu, le ragioni tue le devi fa’ vale’…glielo devi di’ de farsi gli affari loro!…Senti, io ti capisco, pure io all’età tua ero come te: timido , impacciato e cantavo…infatti, mio nipote ha preso da me…però poi ho capito che se volevo sopravvivere in questo mondo di lupi, dovevo imporre le ragioni mje!…Ascoltame  ‘n’po’: te hai tutto il diritto de vive la vita come vuoi, a modo tuo…vuoi canta’?, canta!…non vuoi giocare a pallone?, non gioca’!…Questi so’ i tuoi anni, gli anni più belli…e te  li devi vivere come meglio credi…Quindi, glielo devi di’ a quelli : “questo è il tempo mjo e lo vivo come me pare e piace!”, perché non torna più!…Come diceva quer poeta, di cui adesso non  ricordo er nome: “Com’è bella giovinezza che si fugge tuttavia, chi vuol esser lieto sia : di doman non c’è certezza!…”.

“Oggi, sono meno intimorito, ho dovuto imparare a non essere timido. Io non ero affatto per un mestiere pubblico, per essere un personaggio pubblico, tant’è che quando non sono nel ruolo, quando non sono in divisa , io scapperei. Sono un cantante timido, forse una stranezza in questo tempo spavaldo”. Così, il cantautore e musicista Claudio Baglioni, in un’intervista rilasciata un anno fa, in occasione dell’uscita del  singolo, “Glia anni più belli“, tema dell’omonimo film di Gabriele Muccino. Nato a Roma il 16 maggio 1951, dalla sarta Silvia Saleppico e dal Maresciallo dei Carabinieri Riccardo Baglioni, il piccolo Claudio trascorre l’infanzia nel quartiere  di Monte Sacro, trasferendosi poi, durante l’adolescenza, in quello di Centocelle. Avvicinatosi alla musica, appena tredicenne, fra il 1964 e il 1965, partecipa ad  alcuni concorsi canori per voci nuove, con i brani “Ogni volta” di Paul Anka e “I tuoi anni più belli” di Iva Zanicchi e Gene Pitney, fino a conquistare nel 1967 la semifinale al Festival degli sconosciuti di Ariccia, patrocinato da Teddy Reno e Rita Pavone. Negli stessi anni,  esibitosi per la prima volta a livello professionale in un teatro periferico di varietà per una paga di mille lire, scrive una suite musicale su poesia  di E. A. Poe, “Annabel Lee”, e incide un disco provino per la casa discografica Ricordi, contenente anche il brano  “Se la ragazza che avevi“. Scritte le sue prime canzoni, “Signora Lia” e “Interludio“, nel 1969 firma il suo primo contratto discografico con la RCA e nel 1970 partecipa alla manifestazione canora “Disco per l’Estate” con il 45 giri “Una favola blu”, cui segue la realizzazione del primo album “Claudio Baglioni“, arrangiato da Ruggero Cini e prodotto da Antonio Coggio. Nel 1971, vinto il Premio della Critica al Festival Internazionale di Sopot (Polonia),pubblica il suo secondo disco “Un Cantastorie Dei Giorni Nostri” e canta le canzoni della colonna sonora del film “Fratello Sole, Sorella Luna” di Franco Zeffirelli. L’anno seguente, scritto il brano “Bonjour La France”, cantato da Rita Pavone, dopo un tour in Polonia, pubblica il terzo album “Questo Piccolo Grande Amore”, arrangiato da Tony Mimms, con cui scala le classifiche, conquistando il primo posto. Nel 1973, realizzata la prima tournée italiana, pubblica il quarto disco “Gira che Ti Rigira Amore Bello“, sorta di viaggio musicale a bordo di un’auto a due cavalli soprannominata “Camilla”. Poi, spostatosi  a Parigi, lavora con il compositore Vangelis all’album “E tu”,  che raggiunge il primo posto anche nelle classifiche sudamericane e nel 1974 vince il Festivalbar. Registrato il sesto disco, “Sabato pomeriggio”, arrangiato da Louis Enriquez Bacalov, conquista le classifiche del Sudamerica e suona  e canta “Poster” con il musicista-compositore del Tango, Astor Piazzolla. Il bienno 1977-1978, è altrettanto foriero di successi: registra, infatti, gli album “Solo”, realizzato in collaborazione con Toto Torquati, ed “E Tu Come Stai“, inciso con l’ausilio di Ruggero Cini e Rodolfo Bianchi, cui alterna tournée negli Stati Uniti, in Canada e in Francia. Concluso il contratto con l’RCA, nel 1981 pubblica il disco “Strada facendo“, registrato ad Oxford e a Londra, cui segue, nel 1982 il singolo “Avrai”, brano scritto per la nascita del figlio Giovanni, avuto dalla moglie Paola Massari. Quindi, totalizzato un milione di spettatori in due concerti speciali del Tour “Alé-oo”, all’Arsenale di Venezia, su una piattaforma galleggiante, e in Piazza di Siena a Roma,nel 1985  canta dal vivo al Festival di Sanremo , dove ritira il premio per la “Canzone del Secolo“, assegnato dal pubblico italiano a “Questo piccolo grande amore”. Sempre nel 1985, incide l’undicesimo album, “La Vita è Adesso”, arrangiato da Celso Valli, rimasto in classifica per diciotto mesi, con 1.500.000 copie vendute, e realizza il tour , il disco e il videoclip ,diretto  da Gabriele Salvatores,di “Notte di Note“, dando anche alle stampe la sua prima biografia ufficiale omonima “Notti di Note“. Fra il 1986 e il 1987, iniziato da Lecce il tour “Assolo”, con una performance di tre ore in cui suona tastiere, chitarre e percussioni, pubblica il libro “Assolo.Non Solo“, lungo spartito musicale progettato al computer ,che riproduce le sue esecuzioni dal vivo. Avviata la registrazione del nuovo album, nel 1989 tiene un concerto a Londra e rinnova il contratto con la CBS, divenuta poi Sony, che nel 1990 pubblica ,dopo due anni di lavorazione,il dodicesimo disco “Oltre”, presentato in tour itineranti nella periferia romana (“Quando la banda passò”), in teatri, come il Teatro dell’Opera e in concerti tenuti allo Stato Flaminio. Nel 1992-1993, incisi gli album live delle tournée: “Oltre il Concerto” e “Ancorassieme“, partecipa a varie iniziative e manifestazioni sociali , come quelle contro la mafia, in memoria dei giudici Falcone e Borsellino. Registrato il nuovo disco “Io sono qui“, nel 1996 si divide tra tournée (“Tour Giallo elettrico“), speciali televisivi (“Speciale Piper Club“) e partecipazioni a trasmissioni televisive (“Buona domenica”, “Concerto di Natale”, “Carramba che sorpresa”), incidendo anche il brano “Noi no (noi mai più)”. Cimentatosi nella conduzione,nel 1997 presenta insieme con Fabio Fazio il varietà Rai “Anima Mia“, evocazione nostalgica degli anni Settanta, nominato “programma dell’anno”, nel quale rielabora diverse canzoni dell’epoca, confluite nell’album “Anime in gioco“, e dà alle stampe il volume “C’era un Cavaliere bianco e nero“,edito da Mondadori. Nel 1998, registrato il disco “Da me a te”, seguito dal relativo tour, comincia subito la composizione dei brani del nuovo album “Viaggiatore sulla coda del tempo” e, ritrovato Fazio, prende parte al programma di quest’ultimo “L’ultimo valzer“, incentrato sugli oggetti e le emozioni da portare nel nuovo secolo, che saluta con un concerto tenuto in Piazza San Pietro, a Roma e trasmesso in mondovisione su Rai Uno. Fra il 2000 e il 2003, realizzato un nuovo tour “Sogno di una notte di note”e una serie di concerti nei teatri dal titolo “InCanto tra pianoforte e voce“, vince il premio Winner Music Award per poi alternare alla scrittura del nuovo disco, “Sono io, l’uomo della storia accanto”, l’allestimento di una mostra fotografica, i cui scatti, insieme con altri, vengono racchiusi più tardi nel volume “A tempo di musica“. Ideato lo spettacolo dal vivo “Tutto in un abbraccio” e, ricevuto il premio Lunezia al valor Letterario e un premio alla carriera  come “miglior autore”, sull’isola di Lampedusa dà vita ,in qualità di ideatore, organizzatore e direttore artistico, alla manifestazione musicale, per sensibilizzare sul tema dell’immigrazione, “O’ Scià” e parte per il tour “Crescendo“. Nel 2005, uscito il libro “Claudio Baglioni-parole e canzoni”, scritto dal giornalista Vincenzo Mollica ed edito da Einaudi,presenta le raccolte di canzoni “Tutti qui” e “Gli Altri Tutti qui“, cui nel 2008 segue il progetto “Q.P.G.A”, un film, diretto da Riccardo Donna, una serie di concerti, un romanzo e un doppio album, legati alla canzone “Questo piccolo grande amore”. Preso parte alla registrazione del singolo “Domani“, proposto a numerosi cantanti da Jovanotti e dai Negramaro per sostenere la ricostruzione dell’Aquila colpita dal terremoto, nel 2009 pubblica i brani “Un solo mondo“, “Niente più” e lancia il tour “ConcertOpera”. L’anno successivo, pertito per il One World Tour, tournée in cui tocca trentadue capitali mondiali, incide il disco “Per il mondo” e nel 2011, per festeggiare il trentesimo anniversario dell’album “Strada facendo“,pubblica un’edizione speciale di quest’ultimo. Pubblicato il disco “Con Voi“, grazie alla commistione tra web e musica, nel 2015 presenta il singolo “Capitani Coraggiosi”, che dà il titolo al tour realizzato in coppia con Gianni Morandi e nel 2016 incontra Papa Francesco e organizza l’evento solidale “Avrai”, trasmesso su Rai Uno dall’Aula Paolo VI in Vaticano. Pubblicati i volumi “Internos” e “Non smettere di trasmettere“, che raccolgono gli scritti pubblicati sulla sua pagina Facebook, nel 2017 registra la serie di quattro dischi “Al centro” e accetta il ruolo di direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo, che presenta insieme con Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino, esperienza  replicata  nel 2019, affiancato da Virginia Raffaele e da Claudio Bisio. Costretto, causa pandemia, allo stop del tour “Dodici note”, di recente, in occasione della pubblicazione dell’ album di inediti “In questa storia che è la mia“, preceduto dal singolo “Io non sono lì”, ha detto di sé: “Il tempo è l’avversario micidiale di ognuno di noi: per quanto ci sforziamo di affrontarlo, vincerà sempre lui. Non possiamo fare altro che corrergli dietro, anche se il vantaggio di fare questo mestiere è pensare che ci sarà qualcosa, un ricordo, una memoria, un album, che resteranno anche dopo di noi. Nel primo verso dell’ultimo album dico proprio di aver vissuto per “lasciare il segno”, che, in fin dei conti, è il cammino di chiunque venga al mondo confidando che, una volta che la sua voce tacerà ,ci sarà qualcosa che resisterà”.