Sab. Feb 4th, 2023

ROMA – È cambiato il tempo e il modo di pensare all’interno del M5S, a dettare leggi e condizioni adesso è la base, ma non quella che sta nei circoli del movimento, ma l’elettorato vero che l’ha votato. Ora possono sbattersi i maroni i leader del movimento, ma chi pilota le scelte è il parere degli elettori, che ora chiedono a gran voce un governo Lega-M5S, sono gli elettori. I leader possono credere di comandare, ma sappiamo benissimo che chi comanda per davvero è l’elettorato che ti premia e ti castiga appena può.

Infatti l’elettorato dei 5 stelle chiede un governo e il premier può anche non essere Di Maio, ma una figura garante che sappia tenere insieme sia la Lega sia il movimento. I big se ne facciano una ragione. La priorità chiaramente riamane il reddito di cittadinanza, non come strumento di introito acquisito, ma sostegno a chi si trova in condizioni di difficoltà per aver perso un lavoro.

Ma quello che va evidenziato con forza è il cambiamento di rotta del movimento cinque stelle. Oggi il movimento è uguale alla vecchia Democrazia Cristiana. È una formazione politica nata dal popolo quindi al suo interno ci sono tutte le culture politiche esistenti nel paese: destra, sinistra, moderati ecc. Un po’ come la vecchia DC, che aveva diverse correnti espressione delle diverse anime politiche. Il Movimento ha diverse correnti che formano un gruppo politico senza una identità ben precisa. Una sorta di DC senza cuore e anima, poiché la vecchia balena bianca aveva una cultura politica e una identità politica espressione di certi valori che ne facevano un partito moderato e liberale. Il movimento cinque stelle con il suo 32% ha ereditato lo scettro di quel partito, e può continuare solo se riesce a trovare equilibri al suo interno che possono traghettarlo a guida politica del paese avendo una identità precisa.