Lun. Lug 4th, 2022

Sembra una guerra lontana, invece è una guerra che ci colpisce in pieno. Con questa guerra è la nostra economica che può andare a rotoli completamente. Non è solo scenario bellico che deve preoccupare, bensì quello che può succedere all’economia sia italiana sia europea. Non solo, c’è il rischio che nei paesi meno sviluppati si possa aprire il fronte della carestia alimentare. Tanti scenari che dovrebbero spingere i leader europei e mondiali a trovare una mediazione tra le parti per porre fine al conflitto.

L’unica strada è la mediazione. Non c’è altra strada. L’Ucraina sta perdendo molti territori, se continua così ne perderà altri e la mediazione diventa sempre più difficile. Fermare le ostilità significa anche fermare l’espansione ed impedire alla Russia di appropriarsi di territori importanti.

Finora nessuno si è posto questo problema. Tutti sono impegnati nel spedire armi e soldi all’Ucraina. Mentre è urgente trovare a tutti i costi la via diplomatica. Il dialogo tra Russia e Ucraina si è interrotto da tempo. All’inizio sembrava che quel dialogo potesse aprire le porte ad un cessato il fuoco, poi tutto si è interrotto. Deve essere chiaro che un prosieguo della guerra per altri mesi può ledere la stabilità mondiale, come può mettere a rischio l’economia già fortemente penalizzata dall’epidemia. Il fattore da tenere sotto osservazione è proprio l’economia. Qualora si affossasse l’economia per tutti ci sarebbero problemi di non poco conto. Si aprirebbe uno scenario simile a quello della fine della seconda guerra mondiale: bisognerebbe raccogliere i cocci di una economia annientata da una guerra che nessuno ha saputo fermare. Si deve aprire un via diplomatica che porti alla fine definitiva del conflitto. Non ci sono altre soluzioni.