Gio. Ago 18th, 2022

Le prime ore del nuovo segretario del PD delineano già un percorso che porta dritti al ritorno al passato. Solo il fatto che Romano Prodi ja riaperto la sua tenda ed è pronto a riprendere la tessera del partito, la dice lunga su come sarà il volto del nuovo PD a guida Zingaretti. Prodi è stato per ben due volte alla guida del governo, e per ben due volte non è durato più di due anni. Prodi è lo stesso che ha portato l’Italia in Europa trascinandola nella povertà attuale. Insomma, se ritorna, di nuovo non c’è nulla.

Tutti quelli che si erano allontanati dal PD per colpa di Renzi, ora tornano in massa, segno che Renzi era il leader odiato per i suoi innumerevoli errori di gestione del PD. Zingaretti non sta perdendo tempo, e inizia a disegnare il nuovo partito mettendo fuori tutti quelli che hanno un indirizzo vicino a Matteo Renzi.

Il partito con Zingaretti ha svoltato completamente a sinistra. Dal’tronde Zingaretti è un uomo di quella vecchia logica del PCI, quindi la strada sarà abbastanza breve per arrivare al vecchio schema comunista. Anche perché nelle prime battute ha fatto intendere che la sua politica sarà centrata sugli immigrati e lavoro. Ma, vedremo, sugli immigrati di sicuro diventerà il paladino, ma sul lavoro ci sono forti dubbi. Anche Le Monde, il giornale francese, ha scritto che il PD ha svoltato a sinistra.

Oltre a Prodi sta per tornare Enrico Letta, non solo, ritornano i radical chic: Roberto Benigni, Massimo Ghini, Paolo Virzì, Stefania Sandrelli, Francesco Guccini, più Moretti e la Ferilli, tutti insieme appassionatamente come ai bei tempi dell’Ulivo. Persino D’Alema e Bersani sperano di tornare a casa. E questo sarebbe il nuovo PD?

Va anche detto che chi ha votato alle primarie ha una media di età di 64 anni, mentre i giovani che hanno votato si fermano a malapena al 3%. Con Zingaretti inizia la rottamazione dei quarantenni per far posto ai settantenni.