Ven. Set 30th, 2022

Parlavo con un operaio della Fiat, mi diceva che il primo stipendio che prese quando è entrato nello stabilimento è stato di 400mila lire. Poi piano piano è aumentato fino ad arrivare a 1200mila lire. Sembrano cifre irrisorie, ma l’operaio mi diceva che con quei stipendi lui è riuscito a fare tutto quello che un padre deve fare per una famiglia, anche comprare casa.

Nel 2019 gli stipendi italiani, in alcuni casi, sono anche raddoppiati rispetto a quelli con la lira, ma il problema di fondo rimane il maledetto euro.

Parlavo con un giovane che oggi lavora percependo retribuzioni in euro, precari. Ebbene, mi raccontava che lui non percepisce più di 600euro mensili, la media è di 400euro. Riflettendo sulle due condizioni, si arriva presto al capo espiatorio: l’euro rimane una grossa maledizione. Con 400mila lire l’operaio ha mantenuto la famiglia, con 400euro un giovane non riesce a mantenersi nemmeno solo lui.

Un paradosso enorme, che però non trova verità tra le istituzioni. C’è una massa di partiti e politici che continuano ad osannare l’euro, segno che intorno alla moneta unica ci sono interessi politici e non interessi legati alla vita dei cittadini.

L’euro ha impoverito le persone, le ha rese innocue dinanzi alla quotidianità. Tutto ciò che ruota intorno alla vita dei cittadini è stato reso impossibile. Oggi una bolletta della luce che prima era di 100mila lire è diventata di 130euro, cambio che porta la bolletta odierna a 260mila lire di un tempo. Un aggravio insopportabile dovuto ad un percorso della moneta unica che oggi vede un cittadino che guadagna 600euro al mese impossibilitato a pagare anche le utenze domestiche.

Chi sono questi irresponsabili politici che continuano a chiedere più Europa e più euro? L’euro oggi è sinonimo di povertà. È l’impoverimento del tessuto sociale di quasi tutti i paesi che hanno aderito alla moneta unica. Dove non c’è l’euro si vive bene. Non hanno i nostri stessi problemi. La crisi la vivono solo i paesi che sono entrati nel circuito della moneta unica.

L’Italia paga lo scotto più grande grazie al cambio accettato quando siamo entrati nell’euro. Al di là di ciò, l’euro ha portato solo e soltanto povertà diffusa per i cittadini e ricchezza per pochi che continuano ad arricchirsi sulle spalle delle masse. Il dramma maggiore rimane l’impoverimento delle retribuzioni lavorative. Quello che prima era permesso di fare con la lira, oggi con l’euro è impossibile. Con la venuta dell’euro non ci sono stati vantaggi, ma solamente difficoltà e povertà.