Dom. Ago 14th, 2022

MARCIANISE-Ha ragione il Sindaco di Marcianise: chiusi i rubinetti che per anni o meglio per decenni hanno sfornato incarichi e prebende di ogni tipo, sono cominciati gli attacchi e le denunce a mezzo stampa da parte dei “giostrai” e degli amici dei giostrai.

Succede al Comune di Marcianise e succede al Consorzio Asi dove quei rubinetti, con l’arrivo della nuova amministrazione, sono stati finalmente chiusi.

Riesce difficile credere che si tratti di pura coincidenza se,  da quel momento in poi e   a cadenza regolare,  arrivino denunce a mezzo stampa di inefficienza e degrado,  presunta inutilità dell’ASI, interrogazioni e richieste di uscita dal Consorzio.

Per la verità è un malcostume piuttosto diffuso, ma fa specie che questo accada in maniera così violenta e così palesemente strumentale nel Comune che ospita una delle aree industriali più sviluppate dell’intero Mezzogiorno e che dall’area di sviluppo ha ricevuto i maggiori benefici.

L’ultima denuncia in ordine di tempo riguarda l’accumulo di rifiuti nell’area antistante l’area dismessa della Di Pietro spa.

Se avesse posto un po’ di seria attenzione al problema, il consigliere avrebbe scoperto, dalle carte dell’ufficio urbanistica, che la questione era stata già sollevata, con le stesse identiche modalità, qualche mese fa.

Nella circostanza, l’Ufficio tecnico dell’ASI, con nota datata 3 marzo 2016, spiegò che la strada in questione, come del resto segnalato con caratteri cubitali dai cartelli posti ai due lati accesso, è di proprietà della Regione Campania, cui compete, in via esclusiva, l’adozione dei provvedimenti di rimozione.

Discorso analogo per il tratto di suolo adiacente la carreggiata, la cui proprietà è in testa a privati  e non  al Consorzio che pertanto non è legittimato ad avviare alcun intervento.

Ciò nonostante il Consorzio Asi, che non ha poteri né competenze in materia di rifiuti,  ha provveduto a più riprese ad allertare gli organi competenti.

Fatta ancora una volta chiarezza sull’argomento, anche se siamo certi che non sarà per tutte, qualche considerazione s’impone sulla questione dell’utilità dei consorzi.

Solo chi ha interesse alla polemica spicciola o una visione a dir poco ristretta delle dinamiche di sviluppo può non rendersi conto che, con la riforma delle Province e la drastica contrazione dei compiti ad esse affidati, il ruolo dei Consorzi Asi, quali soggetti istituzionali di area vasta, promotori e attuatori dei processi di sviluppo industriale, non solo diventa imprescindibile, ma anche destinato ad essere ulteriormente implementato.

Già la legge regionale sul riassetto delle Asi Campane del 2013 è stata in larga misura anticipatrice di tale esito, affidando ai Consorzi una molteplicità di compiti e responsabilità che ne fanno il vero ed unico soggetto regolatore dello sviluppo e non solo nell’ambito dei propri agglomerati.

Essa conferisce al Consorzio la potestà di adottare i nuovi piani regolatori per singoli comparti  d’intesa con i Comuni,  e, quindi, di procedere con rapidità, negata al singolo comune, alla definizione dei nuovi piani di sviluppo, in funzione delle esigenze e delle peculiarità dei singoli territori. Sul tema, si segnala che l’Asi ha già proceduto alla convocazione delle conferenze di servizi.

La legge regionale elenca, oltre a queste citate, una lunga serie di ulteriori e fondamentali funzioni in materia di infrastrutturazione, di servizi avanzati alle imprese, di formazione e sicurezza, di rilancio degli insediamenti produttivi, funzioni che, nell’ insieme, rendono francamente difficile, se non impossibile, immaginare che possano essere esercitate al di fuori di una logica di pianificazione ampia e di un coordinamento stabile sovraterritoriale.

La domanda da porsi, quindi, non è quale utilità il Comune di Marcianise ricavi dalla sua permanenza nel Consorzio, ma quale utilità ne ricaverebbe a chiamarsi fuori.

Le dinamiche di sviluppo dei prossimi anni, come dimostrano gli orientamenti legislativi regionali e nazionali, si muoveranno sempre di più in una logica di competizione tra sistemi territoriali, e questo richiede sinergie, collaborazioni e strategie d’insieme che sono l’esatto contrario dell’isolamento municipalistico: tanto più in un contesto di rigidità finanziarie e  di carenza di risorse persino per l’ordinaria amministrazione.

Solo negli ultimi 7 anni, per restare sul terreno dell’utilità, il Consorzio Asi ha investito nella sola area di Marcianise circa 10 milioni di euro, per la realizzazione delle interconnessioni, la riqualificazione del viale di accesso all’agglomerato e per la video sorveglianza.

Restando sempre alla sola area di Marcianise, nell’ambito della nuova programmazione dei fondi comunitari, sono attesi finanziamenti per circa 20 milioni di euro per progetti infrastrutturali: strade, pubblica illuminazione, rete idrica e fognaria e verde.

Detto questo, la prospettiva che oggi si apre, non solo per Marcianise, ma anche per tutti gli altri comuni dell’area industriale, è quella  un serrato e rapido confronto sulle strategie di sviluppo dei prossimi anni, sfruttando tutte le opportunità di risorse e di collaborazione offerte dalla normativa regionale, puntando al progresso e al benessere delle nostre comunità.

Fuori da queste opportunità e da questo quadro di  cooperazione istituzionale non si vede quale possa essere l’alternativa credibile.

Nei prossimi mesi, il Consorzio Asi continuerà a svolgere le funzioni che la legge gli affida, portando avanti quel discorso di trasparenza e di rinnovamento cominciato con l’insediamento, 20 mesi, del nuovo Comitato Direttivo, ma  che, evidentemente, non a tutti è risultato gradito.

Con il Comune di Marcianise, che è stato protagonista dei grandi processi di industrializzazione della provincia di Caserta, si potrà certamente avviare, su basi nuove, un durevole e proficuo lavoro, nell’interesse superiore della collettività, lasciando da parte strumentalizzazioni e pretestuosità da vecchia politica che già troppi danni hanno prodotto in questa nostra Terra di Lavoro.