Mer. Lug 6th, 2022

Ieri primo settembre sono partiti i corsi di recupero nelle scuole italiane in vista della riapertura prevista per il 14 settembre. La situazione di come sarà il futuro della scuola ancora non è chiaro. Ci molte incogniti e lati oscuri che nemmeno gli insegnanti sono in grado di sciogliere. Ci sono alcune linee guida e altre devono ancora arrivare per far partire l’anno scolastico in piena sicurezza.

C’è un particolare che amareggia non poco i ragazzi. Infatti il nodo principale rimangono i trasporti, ed è lì che si dovrebbe concentrare tutto l’interesse del ministero dell’istruzione e dei traporti. La conferenza stato regioni ha consentito la capienza nei mezzi pubblici fino all’80%. Senza controlli, però, questa capienza potrebbe esplodere anche fino al cento per cento.

“In autobus stipati, poi in aula distanziati: che senso ha?”. E’ la domanda dei ragazzi del liceo ‘Augusto’ di Roma, appena usciti dal loro primo giorno di scuola ‘in presenza’ per i corsi di recupero – come riporta l’Ansa. “Io sono stato un’ora in autobus – racconta Valerio – e non si riesce a mantenere la distanza”. In classe, aggiunge la compagna Giada, si può stare senza mascherina perché c’è il distanziamento dei banchi. Oggi però in classe eravamo 10, e si poteva: ma di solito siamo 30.
Alcuni, come Greta, riferiscono sempre all’Ansa che, a causa della mancanza di personale Ata non è stato possibile andare in bagno, altri che non sono stati trovati spazi per la ricreazione: “Non si sono organizzati”‎. Se in aula è possibile stare senza mascherina durante la lezione, negli spazi comuni è obbligatoria. “Servirebbero tamponi obbligatori e gratuiti” sostiene un’altra studentessa.

Insomma le prime ore di lezione per il recupero sono passate, ma il grosso deve ancora arrivare, e il 14 settembre si avvicina prepotentemente. Più volte abbiamo esortato le istituzioni a fare i tamponi a tutti i lavoratori della scuola e a tutti gli studenti delle superiori e delle università. Inoltre ci vuole uno sforzo maggiore sui trasporti, perché è lì che circola il pericolo maggiore.