Ven. Mag 20th, 2022

Le istituzioni hanno dato delle indicazioni nella prima fase del coronavirus. Nessuno conosceva questo nemico invisibile, ogni cosa che si è fatta si andava a tentoni. La prima fase è stata gestita da quasi tutte le nazioni allo stesso modo. Nel giro di tre mesi il virus sembrava scomparso dalla circolazione. In effetti non era cosi, si stava solo riposando per via delle temperature più calde che sono negative per ogni coronovirus, come ha sempre affermato la scienza. Nella prima ondata non c’è stata mai la garanzia delle affermazioni che andavano dicendo i professionisti del settore sanitario sui media, i risultati sono stati quelli che ognuno di noi ha vissuto.

L’estate è stato quel trampolino di lancio per il virus che, forse, ha contagiato ma non ha creato sintomi. Infatti nella seconda ondata ci sono stati molti asintomatici. Ed anche su questo punto si è iniziato a dire che erano asintomatici, facendo credere che non contagiassero, cosa inesatta perché poi si è visto che anche gli asintomatici contagiavano. Di mezzo ci sono stati i cittadini. Nella prima ondata sono stati attenti e il lockdown è riuscito a fermare i contagi. Poi c’è stato l’enorme rilassamento dell’estate, spinto anche dal governo che ha finanziato le vacanze degli italiani con il bonus vacanze. Il governo, addirittura, elimina anche l’obbligo della mascherina nei luoghi aperti lasciando l’obbligo nei luoghi chiusi e dove non era possibile il distanziamento. Tutto ciò ha scatenato nel cervello delle persone la sensazione che era arrivata la fine dell’epidemia. Nessuno ha fatto più attenzione al nemico invisibile.

A fine estate siamo giunti di nuovo nell’inferno, e questa volta più drammatico della prima ondata, tanto che abbiamo portato il numero dei morti complessivi, ad oggi, a più di 74mila. Nella seconda ondata c’è stato un altro fattore che ha influito moltissimo: il menefreghismo dei cittadini a non rispettare le regole imposte per arginare i contagi. Non tutti le hanno rispettate, tanto che i contagi sono rimasti stabili e negli ultimi giorni, colpa il Natale, i numeri riprendono a salire. Le zone attuate dal governo non sono state rispettate alla lettera, anzi, non sono state proprio rispettate, dando la sensazione che non esistesse nessuna restrizione, tutto camminava come se l’epidemia non ci fosse. Le colpe sono divise a metà tra il cittadino e le istituzioni. Da un lato i cittadini non hanno rispettato, dall’altro le istituzioni non hanno lavorato efficacemente per farle rispettare. Non conosciamo, ad oggi, cosa succederà nelle prossime settimane, ma se il percorso è uguale a quello del dopo estate, bene, non possiamo aspettarci di uscire da questo inferno non prima della fine dell’estate.

Sin dall’inizio che era deputato a farlo ha sbagliato a diffondere notizie vaghe: siamo partiti da è una semplice influenza a Milano non si ferma, per arrivare a un lockdown nazionale a marzo. Per poi assistere alle tante affermazioni dell’estate: il virus non è più contagioso e non ci sarà la seconda ondata. Passando all’Italia riparte con i vaccini ma tenete la mascherina e rispettate tutte le regole fino alla fine del 2021. Di mezzo ci sono incertezze e mancanze di garanzie. Sono queste incertezze senza garanzie che hanno determinato la montagna di errori intorno a questa epidemia.