Mer. Nov 30th, 2022

A metà marzo è nata la pagina facebook “noi denunceremo”, creata per raccogliere le storie di quello che è successo in Lombardia, ma arrivano testimonianze anche da altre realtà duramente colpite dal coronavirus. Leggendole, diventa impossibile non arrabbiarsi. Quasi tutte le storie hanno qualcosa in comune.

Seguendola quasi quotidianamente abbiamo potuto costruire un’analisi di quello che è successo all’inizio di questa tragedia. Sin dall’inizio si capisce che c’è stata una sottovalutazione di quello che stava per accadere. Ma anche nelle settimane successive, si denota una lentezza nei confronti dei pazienti. I tamponi solo la prima macchia, poiché non sono stati fatti tempestivamente sui pazienti che, vuoi o non vuoi, presentavano i sintomi del coronovirus. In molte storie si nota l’aggravarsi del quadro clinico nella totale solitudine. Gli unici a rimanere vicino ai pazienti erano i medici di base, anch’essi inermi dinanzi ad una situazione che andava gestita diversamente. Nella totalità dei casi, i pazienti si sono aggravati a casa, e in ritardo sono stati soccorsi e portati in ospedale dove, quasi per tutti, è stato tutto inutile. Ci sono enormi responsabilità nei ritardi accumulati per assistere i pazienti covid. Non si capisce perché queste persone sono state ricoverate con molto ritardo rispetto alla comparsa del virus. Nei casi meno gravi si può accettare l’assistenza domiciliari, ma nei casi dove la febbre era salita quasi a quaranta, non si può accettare. Chi sta testimoniando sulla pagina sono tutti familiari delle vittime. Stanno raccontando minuziosamente quello che è accaduto, per portare a conoscenza di tutti quello che realmente andava fatto e non è stato fatto. Nei racconti si evidenzia che, un intervento tempestivo, poteva salvare la vita a tante persone. Qualcosa è andata storta nell’organizzazione dell’assistenza sia nella fase iniziale sia in quella successiva. L’assenza di un protocollo ben preciso, ha causato tutte queste vittime. “Noi denunceremo” è la voglia dei familiari di tenere viva la memoria di tutti coloro colpiti dal virus ma sono riusciti a salvarsi.