Dom. Set 25th, 2022

Sono settimane che sentiamo parlare di una terza ondata, cosa che prima  e durante l’estate nessuno diceva, anzi, si diceva che non ci sarebbe stata nemmeno la seconda. Ora invece è un continuo martellio su questa ipotetica terza ondata. Siamo a ridosso di un periodo delicato. Natale può rappresentare la terza disfatta dopo quella estiva. È chiaro che bisogna fare massima attenzione proprio adesso che i contagi iniziano a diminuire.

Il numero dei contagi diminuisce lentamente, significa che per avere una curva di mille contagi bisogna attendere moltissimi mesi ancora, quindi la terza ondata di cui si parla non è proprio un mistero ma presto si può trasformare in realtà.

Siamo arrivati ad un rapporto tamponi/positivi intorno al 10-11% dopo aver sfiorato il 19% soltanto poche settimane fa, la curva si ammorbidisce ma il virus c’è ed è anche tanto. Gli ospedali rimangono ancora pieni, inoltre i decessi sono ancora tantissimi. Ogni giorno assistiamo ad un numero allucinante di morti che sono sempre svariate centinaia. Bisogna tenere conto che a gennaio ci sarà la riapertura delle scuole, quindi i mezzi di trasporto ritorneranno ad affollarsi e il movimento degli studenti è una macchina a favore del virus per infettare. C’è da prendere considerazione che a gennaio inizia il picco dell’influenza stagionale. La situazione negli ospedali si potrebbe complicare di molto mischiando covid e influenza. Potrebbe essere un mix micidiale se si considera che si incrociano due fattori delicati:  il normale incremento dei casi influenzali mischiati con i contagi covid.

Questo Natale è determinante per evitare conseguenze peggiori tra gennaio-febbraio. Sono state messe in campo misure restrittive per evitare i contagi a ridosso e durante le feste natalizie, fanno male, ma sono indispensabili per evitare di continuare a rimanere ostaggi ancora a lungo del virus. Di questo terribile film siamo noi gli attori principali, non ci sono controfigure, la trama è questa o siamo attenti a recitare la parte di migliore, o noi non saremo più gli attori prncipali.