Gio. Feb 2nd, 2023

Negli ultimi anni l’unica vittima della nuova società, è il giornalismo. Ormai non si tratta più di informazione ma di propaganda a senso unico. Il mondo del giornalismo si è fatto intrappolare fino a diventare un disco rotto. Questo modo di fare sta distruggendo il giornalismo. Lo abbiamo visto durante l’epidemia, lo vediamo oggi con la guerra in Ucraina, e continuiamo a vederlo con la politica. Tutte narrazioni che viaggiano a senso unico. Non esiste più il contradditorio. Il sistema dell’informazione crea il nemico, e su quel nemico ci ricama su capitoli d’informazione. Ma tutti i capitoli sembrano essere una propaganda verso un sistema che deve propagandare il suo pensiero unico per incastrare la mente della massa. Al di là di chi possa trovarsi alla guida del paese, ogni stagione politica porta con se una cattiva informazione.

Durante l’epidemia si è creato un sistema mediatico che è riuscito a dipingere come “carnefice” una parte di popolazione che la pensava diversamente. Si è creato quell’odio che ha fatto veicolare una sola opinione, fino a quando quella parte di persone in disaccordo con il sistema, sono diventate lo strumento in mano all’organismo per dirottare su di essi colpe che non avevano.  Lo stesso schema si sta usando oggi con la guerra in Ucraina, e nemmeno le opinioni di chi la guerra l’ha raccontata direttamente stando sul campo in altri conflitti viene presa in considerazione, poiché anche con la guerra veicola solo quello che si vuole far veicolare. In tutte le guerre ci sono interessi giganteschi, e le uniche vittime di queste e di tutte le guerre, sono i bambini.  Stesso discorso vale anche nel raccontare la politica. Così i fatti raccontati diventano un coro di opinioni a senso unico, e nemmeno chi tenta disperatamente di informarsi leggendo più quotidiani o ascoltando più programmi di approfondimento in televisione, riesce a capirci qualcosa. Sia il popolo sia l’informazione sono diventati tutti tifosi di una parte o dell’altra, mentre dovremmo essere solo tifosi della verità raccontata con trasparenza, poiché questo è il ruolo dell’informazione.

Tutto ciò ha portato alla perdita di credibilità del giornalista e dell’informazione. Quello che era il ruolo centrale del giornalista, vale a dire raccontare i fatti così come li ha visti, è stato demolito da un sistema che ha creato un nuovo modo di raccontare danneggiando del tutto l’immagine del giornalista. Le conseguenze le paga l’intero sistema dell’informazione, che vede la gente sempre più distaccata e sempre più dubbiosa di ciò che legge e vede in TV. Continuando così il giornalismo muore. Questa non è più informazione, quella sana che si basa sui fatti visti e raccontati, ma un modo propagandistico che non giova di certo al grande ruolo dell’informazione. Il giornalismo deve riappropriarsi del proprio ruolo, cercando di riscostruire quella fiducia tra il lettore e il giornalista, che negli ultimi anni si è persa quasi del tutto.