Ven. Mag 20th, 2022

Nessuno comprende all’interno del M5S che il suo male si chiama Partito Democratico e Matteo Renzi. Ascoltando Di Maio si ha le percezione che il movimento voglia entrare dentro il PD. Finita la campagna referendaria e le elezioni regionali, si è già aperta una nuova campagna elettorale per le amministrative del 2021. Sono molti i comuni interessati alla tornata elettorale. Tra questi spiccano per la maggiore Roma, Napoli, Torino, Milano e Venezia, ma ci sono tanti altri piccoli comuni che dovranno rinnovare il consiglio comunale.

La partita più grande si gioca a tra Roma, Milano, Napoli e Torino. In questi comuni c’è il maggior interesse ed è qui che il movimento si gioca l’ultima spiaggia. Per evitare una nuova figuraccia sta lavorando per una forte alleanza col PD. I numeri del movimento usciti dalle urne delle regionali dimostrano che non ha più un elettorato che lo segue. Al PD, però, anche un movimento del 5-6% fa comodo lo stesso, una sorta di stampella per vincere le elezioni e poi metterli nell’angolo. Schema classico delle coalizioni.

Quel movimento del 33% non esiste più. È un po’ com’è successo negli anni addietro con altri partiti, che avevano partecipato alla competizione elettorale in una coalizione poi lungo il percorso avevano chiuso la legislatura con altre coalizioni. Partiti del 7-8% che avevano un forza nei governi, ma a nuove elezioni sono scomparsi dalla scena politica.

Lo stesso scenario si preannuncia per il M5S. In questa legislatura fa pure la voce grossa, appare come il più grande partito di questa legislatura come facevano gli altri nel passato, ma nelle prossime elezioni potrebbe perdere del tutto la voce. La via maestra è già stata tracciate nelle regionali. È nel locale che il movimento è quasi inesistente. Ed è proprio nel locale che con il PD ci sono stati sempre forti attriti, quindi è sistematico che un’alleanza con i dem significherebbe la fine definitiva del movimento. Le loro coalizioni possono anche vincere, ma il movimento sarebbe messo nell’angolo se il risultato elettorale fosse una resa dei conti tra i capoccia del movimento e l’elettorato. Purtroppo i vertici del movimento continuano a caldeggiare la strada più dannosa, cioè continuare ad essere alleati del PD, senza capire che la sinistra non è amata dagli italiani, e in ogni tornata elettorale continua a scomparire.