Mer. Feb 28th, 2024

Nella prima fase dell’epidemia ad essere colpiti sono stati prevalentemente gli anziani, poi via via, già dalla seconda ondata, il virus ha colpito una fascia di persone più giovani. Ora in questa delicata fase cosiddetta terza ondata, complice le varianti, c’è un boom di contagi tra i ventenni. Dalla fine di gennaio l’incidenza nella fascia sotto i 20 anni ha superato, per la prima volta da inizio pandemia, quella delle fasce di popolazione più adulte, e a febbraio è rimasta leggermente più alta. Lo sottolinea un focus sull’età evolutiva prodotto dall’Iss e presentato lo scorso venerdì al Cts. Il Covid per i giovani non è solo asintomatico o leggero ma può diventare qualcosa di più, soprattutto da quando le varianti gli hanno messo l’acceleratore.

I contagi tra i giovani stanno aumentando. E i casi gravi anche. Tanto che i «veicoli» dell’infezione stanno anche diventando le «vittime». In Toscana il 24% dei casi è tra gli under 20, a Ferrara una ragazzina di 11 anni lotta tra la vita e la morte attaccata a un respiratore, a Treviso una 16enne è grave, a Napoli anche. E così in tutta Italia. Il Cts sta anche ragionando sulla possibilità, sempre più vicina, di chiudere le scuole, non solo nelle zone rosse. «Sulle scuole ci saranno delle evoluzioni» sintetizza il coordinatore del Cts Agostino Miozzo rimandando alle prossime ore una decisione più chiara. L’incidenza degli ultimi due mesi è stata intorno ai 150 casi per 100mila abitanti. Il valore più alto è registrato tra i 13-19 anni, poco meno di 200 casi ogni 100mila abitanti, mentre nei più piccoli è minore. Il rapporto ha censito anche il numero assoluto dei casi nella fascia di età sotto i 20 anni, che sono stati sopra i 106mila a novembre per poi scendere a circa 61mila sia a dicembre che a gennaio.