Sab. Dic 3rd, 2022

Il dubbio che ci possa essere una grande speculazione e tutti stanno approfittando del momento ci sta, ma che i prezzi delle materie prime stanno aumentando a dismisura e fuori dubbio. Però nessuno vuole capire che è un boomerang che si ripercuote inevitabilmente anche su chi è costretto ad aumentare i prezzi. Più prezzi salgono, più l’utente finale fa marcia indietro e ridimensiona le sue abitudini.

È il caso del caffè al bar. C’è un vero e proprio crollo della tazzina di caffè del bar, come si ridimensionano cornetti e cappuccino sempre consumati al bar. Ultimamente il prezzo della tazzina di caffè è lievitato di molto costringendo molte persone a rinunciarvi.

Prima di questi aumenti alcuni clienti andavano al bar anche tre volte al giorno per la pausa caffè, ora hanno invertito la tendenza e consumano meno caffè andando al bar una sola volta. -26% di consumo medio ad esercizio. Sono i dati di Fiepet Confesercenti che tira le somme delle ultime settimane. A fronte di rincari che fanno passare la tazzina da 0,90/1 euro a 1,10/1,20 e da 1,10 a 1,30 il prezzo del cappuccino da inizio settembre scorso,  gli esercenti cominciano a rendersene conto della forte diminuzione della vendita di caffè. Si rendono conto perché gli ordini di caffè ai fornitori diminuisce settimana in settimana. Ad esempio se prima un bar prendeva dieci sacchetti di caffè, oggi ne prende sette o al massimo otto.

A conti fatti se uno prende quattro caffè al giorno a un euro il costo mensile arriva a 120 euro, ma se il costo è di 1.50 euro il costo lievita a 180 euro mensili. È chiaro che influisce di molto sul bilancio familiare e risparmiare 120 o 180 euro in un mese non è da poco. Così si riduce l’entrata in un bar e molti si stanno limitando a un solo caffè al giorno, al massimo due, cercando i bar che ancora lo vendono a un euro.

Stessa sorte sta capitando al cornetto e cappuccino, che il consumo è diminuito del 20% circa. Nelle pasticcerie si fa la conta di questo. Insomma, sono diminuite le colazioni al bar modificando di molto le abitudini degli italiani. È normale che i consumi diminuiscano in questo settore, stesso discorso vale per le pasticcerie, del resto la pausa al bar o un vassoio di dolci non è un bene necessario, ma superfluo, e in questo momento delicato gli italiani stanno stringendo la cinghia per far quadrare i conti.