Mer. Lug 6th, 2022

Quando esattamente quattro anni fa Quagliarella lasciava il Torino per fare ritorno a Genova, sponda blucerchiata, in tanti credevano al viale del tramonto per un giocatore che aveva già abbondantemente superato i trenta, con tanti infortuni alle spalle e diverse maglie già vestite. Difficile, dicevano e pensavano, potesse trovare nuovi stimoli laddove era già stato, dopo Scudetti vinti ed una Nazionale che non gli aveva più concesso chance nonostante le buone annate nel capoluogo piemontese, lungo entrambe le sponde del Po.

Ed invece Fabio ha stupito tutti, forse persino sé stesso, andando in doppia cifra per tre anni di fila, con quella in corso che potrebbe portarlo verso mete mai esplorate: il titolo di capocannoniere. E pensare che il Samp bis non partì benissimo, appena tre gol da gennaio in poi quando arrivò nel corso della sessione invernale e i primi mugugni circa l’arrivo del 32enne campano. Lui ha parlato sul campo, come sempre ha fatto, ma la svolta è probabilmente arrivata dal tribunale: la terribile vicenda di stalking di cui fu vittima, all’insaputa di tutti e alla base della quale vi fu il suo doloroso addio a Napoli, migrando per i rivali della Vecchia Signora.

Da quel momento Quagliarella ha cominciato a fare gol come mai nella sua lunga carriera: due anni fa 12, lo scorso 19 e in questa magica stagione è già a quota 16, in appena 20 partite e con all’orizzonte due obiettivi maestosi. Il primo, quello di laurearsi per la prima volta in assoluto capocannoniere della Serie A, niente male per un 36enne che mai aveva superato la media di 13 gol all’anno. Il secondo, divenuto realtà questo sabato con la doppietta contro l’Udinese, era quello di eguagliare il record di Batistuta, quando l’argentino con la maglia della Fiorentina fu capace di andare a segno per ben 11 partite consecutive.

Le quote scommesse per la corsa al titolo di capocannonierevedono ancora favorito Ronaldo, reduce dal rigore sbagliato contro il Chievo ma con una quota nettamente più bassa dei rivali: a 1.40, con 14 reti in 20 partite. Lo segue la grande rivelazione delle ultime settimane, quel Zapata capace di segnare 4 gol in una singola partita nell’ultimo turno col Frosinone e che nei primi due mesi nemmeno era titolare a Bergamo, con appena una rete in nove partite. Ne sono arrivati 13 nelle successive 7, è quotato a 6 e potrebbe non fermarsi più.

L’altro grande candidato, leader della graduatoria per lunghissimo tempo, ha clamorosamente cambiato maglia andando a vestire quella del Milan: il polacco Piatek, ex Genoa e con l’eredità di Higuain da prendere in mano. È quotato a otto volte la posta, esattamente come Quagliarella e Immobile.

Chi invece sta faticando e non segna su azione da esattamente tre mesi è Icardi, che ha segnato anche in Champions e Coppa Italia ma forse distratto dal rinnovo manca la mira da un po’: bwin lo quota a 15 per quello che sarebbe il suo terzo titolo di capocannoniere, ad appena 26 anni.