Dom. Mag 29th, 2022

Non sono mai stato di sinistra, non ho mai votato a sinistra, mai prenderei parte, qualora scendessi in politica, a coalizioni di sinistra. Ma sono una persona di grandi valori e di profonda onesta, quindi anche se non condivido le idee altrui le accetto, prendendo le distanze un minuto dopo. Ma quando si parla di grandi uomini politici, ebbene, il riconoscimento è sacro. Parliamo di un’altra storia politica, quella che ha lottato per ricostruire l’Italia e i diritti degli italiani. Da Togliatti a Berlinguer c’è stata la grande cultura politica di sinistra. Tutti commettono errori, molto probabilmente anche loro, ma non hanno mai tradito il sentimento dei valori di sinistra che, in fondo, non sono distanti dagli altri valori politici che formano il contenitore della politica.

Non esiste una sinistra e una destra sulla vita sociale delle persone; sui diritti di chi lavora; sul diritto all’istruzione; sul diritto al lavoro per tutti, il diritto di essere curati nella sanità pubblica. Su questi e altri temi non esiste ideologia politica che tenga, poichè si tratta di fare il bene del popolo. Togliatti e Berlinguer lo sapevano benissimo. Altri tempi, altri uomini, altra sinistra. Con loro la sinistra italiana ha discusso con la parte avversa, in molte occasioni, nei tempi della DC, si è costruito il bene della nazione mettendo insieme idee e progetti. Altro modo di fare politica, seria, capace, non come quella di oggi.

Con la fine della prima repubblica è finita anche la sinistra. È finito quello spirito coerente di uomini di sinistra. La sinistra che è venuta dopo ha innescato quel percorso completamente opposto a quello portato avanti da Togliatti e Berlinguer, tanto che alla fine è completamente scomparsa lasciando soltanto strascichi all’interno di partiti che si annidano come anime di sinistra, ma di sinistra non hanno nulla, assolutamente nulla. Quella sinistra è morta e nessuno sarà in grado di ricostruirla più.