Mar. Dic 6th, 2022

ROMA –Per il sud qualcosa è andato storto a partire dall’unità d’Italia. I libri di storia hanno fatto un po’ come le religioni: hanno scritto quello che gli conveniva. Così ci hanno raccontato che l’unità d’Italia è stata un bene, senza però mai dire che le ricchezze del sud sono andate a finire al nord. Questo nessuno l’ha mai raccontato. Poi il tempo ha raccontato una verità diversa. Ma dopo l’unità d’Italia il bel paese non è mai stato unito, la divisione territoriale è rimasta inalterata, e l’unità è stata solo un’apparenza.

Al nord hanno costruito il tessuto sociale basato sulla ricchezza economica e una forza industriale. Al sud è stato costruito un tessuto sociale completamente opposto, fatto di mafie, corruzione e malaffare diffuso. Al sud non è stato costruito lo stesso tenore di vita del nord, mettendo a disposizione dei meridionali un meccanismo composto da clientelismo e assistenzialismo, in maniera tale da tenerlo buono. Sono state le stesse istituzione a volere un paese diviso in questo modo, poiché il sud doveva rimanere quel contenitore di voti in grado di essere pilotato in ogni tornata elettorale.

Al sud le istituzioni hanno fatto mancare il lavoro. È stato offerto con il contagocce, proprio perché più c’erano difficoltà, più il modo per catturare gli elettori era forte. Dal dopoguerra le cose per il sud sono andate sempre alla stessa maniera. Nessun cambiamento è mai avvenuto per dare la possibilità alla parte bassa del paese di progredire. Eppure il sud è ricco di ricchezze territoriali tanto da fare la differenza in maniera netta sul nord. Ricchezze che sono una grande industria che nessuno può clonare. Ma ogni tentativo di puntare sul territorio è stato sempre annientato dal malaffare mafioso e criminale che ha bloccato ogni processo di sviluppo. Complice di questo sistema sono state le istituzioni, che non hanno combattuto quel sistema criminale per annientarlo del tutto.

Oggi i tempi sono cambiati. L’economia non è più la stessa. Ma al sud la situazione è peggiorata. Come mai? Perché paga sempre il sud? È semplice da spiegare: il sud è sempre stato ostaggio di chi lo ha voluto posto in condizione di sottomissione dinanzi al potere politico. Ancora oggi nessuno si accorge che se non parte la macchina del sud, non riparte l’Italia. Si continua ad essere ambiziosi di manie di partito, correndo ancora una volta nel meridione per raccontare frottole. È tutto voluto, perché al sud ci sono potenzialità umane e territoriali che possono fare la differenza anche sulla macchina industriale del nord, ma tutto resta fermo, perché se parte il sud, muore la politica italiana. Senza il sud povero i politici non hanno più quel contenitore dove attingere voti. Ormai è certificato che dal dopoguerra il sud è ostaggio dei partiti