Ven. Lug 1st, 2022

Autunno 1988. Roma. In onda, in diretta dal teatro Delle Vittorie, la prima puntata della nona edizione del  varietà televisivo del sabato sera di Rai Uno , “Fantastico”. I conduttori dello show , abbinato alla Lotteria di Capodanno, l’attore Enrico Montesano e la cantante Anna Oxa, aprono lo spettacolo intrattenendo il pubblico in sala e gli spettatori da casa con una scenetta. Seduto in platea, accanto ad altri personaggi noti del piccolo schermo, il presentatore Daniele Piombi, assiste divertito allo sketch, quando, d’un tratto Montesano, scivola, destando preoccupazione tra i presenti. “No , no…state tranquilli, è tutto a posto!…anche la caduta faceva parte della messinscena …”, rassicura  la sala il comico , “Sì , però, mi sa che l’immedesimazione è riuscita talmente bene, che me so’ fatto male davvero!…io ce provo a rialzarmi , ma è lei , la caviglia che me lo impedisce…me fa male , me fa proprio male!…Signore e signori, sono desolato , ma non posso continuare…insomma, me devono sostituì!…Il nome del sotituto ce l’ho già : Daniele Piombi!… Dice: “Perché proprio Piombi?” , semplice : uno , perché sta già qua, seduto in prima fila…e poi perché Daniele Piombi non è un uomo, ma uno “smoking vestito da uomo”…”il signore della Tv italiana” , ergo , dunque : una garanzia!…”.

“Oggi , la Tv italiana ha perso uno dei suoi più grandi protagonisti, il signore della tv ci ha lasciato. La sua straordinaria eleganza e la sua ineguagliabile classe continueranno a vivere nei ricordi di chi lo ha amato e conosciuto. Ciao Daniele, fai buon viaggio” . Queste le parole apparse sulla pagina ufficiale di un noto social network per comunicare la scomparsa del conduttore televisivo e radiofonico Daniele Piombi. Nato a San Pietro in Casale (Bologna), il 14 luglio del 1933, da un istruttore del Ministero della pubblica istruzione e da una professoressa , cresce con il fratello nel piccolo paesino bolognese, trasferendosi da adolescente a Reggio Emilia , dove frequenta il liceo. Iscrittosi alla facoltà di Scienze politiche dell’Università di Firenze, è attratto dal mondo del giornalismo , collaborando a diverse riviste studentesche. Ingaggiato da un impresario modenese per le sue doti di conduttore , nel 1956  presenta una tournée di sei cantanti in gara al Festival di Sanremo e , in quell’occasione , notato dall’autore  Gian Stellari, ottiene  un provino presso la sede Rai  di Torino. Esordito a soli ventidue anni sul piccolo schermo , nel programma televisivo “Viaggiare”, rubrica  dedicata al  turismo, condotta insieme con  Renée Longarini, intraprende definitivamente la carriera di presentatore,  ponendosi al timone,  fra gli anni Sessanta e Settanta , di alcune delle più importanti manifestazioni canore della televisione italiana , quali :  il “Cantagiro”, “Un disco per l’estate”, il  “Festival di Napoli” e  il “Festivalbar“. Ideato nel 1960 il “Premio Regia Televisiva-OscarTV”, programma che premia le migliori trasmissioni televisive dell’anno, in onda sino al 2016, alterna all’esperienza in Rai quella presso numerose emittenti private, presentando talk show, quiz e spettacoli musicali. Presentatore forbito ed elegante nella versione parodistica de “I promessi sposi”, proposta da “Il Trio”(Marchesini-Solenghi-Lopez), nel decennio Novanta , conduce in Rai  due edizioni della menifestazione benefica “Telethon” e la rubrica settimanale sulle località montane “Linea bianca”. Negli anni Duemila , concentrata la sua attività sul “Premio Regia Televisiva”-“Oscar Tv” , non disdegna la conduzione di programmi sulla promozione del Made in Italy , trasmessi da Rai International e la realizzazione e produzione di documentari come “L’itinerario di Colombo nella Repubblica Dominicana”. Sposato dal 1980 con Mirella, conosciuta nel 1967, che lo ha assistito fino alla fine presso la clinica San Giorgio di Milano , dove era ricoverato per una grave malattia, è scomparso il 18 maggio scorso, all’età di ottantatré anni. Di lui, ha scritto il critico televisivo Aldo Grasso sulle pagine de “Il Corriere della Sera” : “Come ultimo desiderio , Daniele Piombi ha chiesto alla moglie che nei necrologi fosse definito giornalista. Ancora una volta ha giocato al ribasso, con quella sobrietà che tutti gli riconoscevano, con un carattere ben temperato , incapace di sgomitare in un mondo non facile come quello dello spettacolo. Rappresentava il prototipo del “bravo presentatore”, anche se la sua gentilezza nei confronti degli ospiti veniva spesso scambiata per formalismo. Scherzando, si diceva che lavorasse 364 giorni all’anno per presentare un’unica trasmissione, gli “Oscar della Tv”. Lui sorrideva : era il suo modo signorile di parare le critiche”.