Mar. Lug 5th, 2022

ROMA- Quando c’era il governo Berlusconi il PD affermava che l’ex premier non era in grado di mantenere stabile il debito pubblico, eppure quando ha lasciato la carica Berlusconi il suo governo viaggiava a sei miliardi di debito pubblico al mese. Da quando invece si sono insediati governi non eletti, a partire dal governo Monti, il debito pubblico è schizzato alle stelle e viaggia, compreso quello del PD, intorno ai venti miliardi.

Oggi la banca d’Italia dà gli ultimi dati in riferimento al debito pubblico. C’è stato un ennesimo balzo del debito pubblico che segna un altro record di Governo, sempre del PD. A marzo il dato ha toccato il record storico, arrivando a 2.260,3 miliardi di euro, facendo registrare un incremento di 20 miliardi. “L’incremento è dovuto al fabbisogno mensile delle Amministrazioni pubbliche (23,4 miliardi)” solo “parzialmente compensato dalla diminuzione delle disponibilità liquide del Tesoro (per 2,2 miliardi, a 54,6 miliardi) e dall’effetto complessivo degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione del tasso di cambio (1,1 miliardi)”, ha riferito la Banca d’Italia.

Quindi non era Berlusconi il problema del debito pubblico, bensì quelle che sono le regole europee che dettano l’austerità come fonte di progresso. Ma questa tesi e fallimentare, perché induce i governi ad aumentare il debito per fare cassa. La situazione del nostro debito pubblico è catastrofica, ed è proprio il debito ad impedire al nostro paese di poter riemergere, poiché gli interessi che paghiamo sono altissimi.