Lun. Dic 5th, 2022

Veniamo da due anni e mezzo terribili. Da un lato abbiamo avuto una epidemia che ci ha tolto buona parte della nostra libertà, poi è arrivata la guerra in Ucraina che ha dato il colpo di grazia ad una situazione già per se fragile. Sia l’epidemia sia la guerra vanno ad intaccare notevolmente l’economia del nostro paese.

In entrambi i casi i media hanno fatto solo una grande caciara, diffondendo a più non posso la paura per costringere le persone ad accettare qualsiasi forma di indicazioni che giungesse dai quartieri alti della politica. Mentre con l’epidemia la paura è stata più forte, con la guerre le cose sono cambiate in poco tempo. All’inizio della guerra la paura più diffusa era quella di una guerra nucleare, e i media si sono concentrati su questo aspetto. Poi il racconto della guerra, con informazioni che davano la Russia come debole di fronte all’Ucraina, si sono capovolte portando l’opinione pubblica a non credere più alle narrazioni televisive e dei media in generale.

Anche il mito del super eroe Zelensky è caduto in un giro di due mesi. Ora è come se col passare delle settimane le persone stiano iniziando a pensare che ci sia innegabilmente un colpevole da una parte, e cioè Putin, ma che dall’altra non ci sia propriamente un supereroe, Zelensky. È come se questo abbia prodotto una sorta di distacco dalla narrazione della guerra. La stessa propaganda quotidiana di Zelesnky non viene più considerata perdendo tutto quell’effetto iniziale. Ora basta leggere i commenti sui social per rendersi conto che il presidente ucraino non è più considerato quell’eroe dipinto dai media di tutto il mondo. Oggi, dopo anche l’amara esperienza dell’epidemia e del racconto che si è fatto per due anni, la gente ha preso coscienza che le narrazioni vanno sempre nella stessa direzione ed iniziano a ragionare con la propria testa. Ed è proprio l’opinione pubblica che prende le distanze dai media e dai narratori presenti nei media.