Sab. Giu 10th, 2023

Quando siamo andati a votare abbiamo dato fiducia a determinati partiti secondo una simpatia politica per questo o quel partito. Fin qui tutto normale. Il discorso cambia se si guarda a cosa stanno facendo gli uomini e donne a cui il popolo italiano ha dato fiducia. Dopo la fine del governo Conte due, i partiti si sono accodati alle scelte di Mario Draghi. Anzi, si può dire che nessuno si è opposto alle scelte del premier. Nemmeno un piccola scaramuccia per dare un segnale che ci fosse una contestazione all’interno del governo. No, tutti hanno votato con devota fedeltà alle proposte del governo. Chiaramente tranne Giorgia Meloni, che rimane l’unica opposizione forte all’interno del parlamento italiano.

A due anni dall’epidemia, e con gli ultimi mesi a guida Draghi, l’Italia sta vivendo il peggior momento della sua democrazia. Troppe restrizioni e troppi vincoli, che hanno leso sua maestà la libertà. È qui cade il silenzio dei partiti di maggioranza. Deve preoccupare il silenzio dei partiti di governo.  Come mai nessuno si oppone e cerca di far cancellare norme che non hanno nessuna valenza scientifica? Tutti gli atti messi in campo finora hanno più valenza politica che scientifica.

Mentre in Italia si chiede disperatamente di ripartire, consapevole di quanto sta accadendo in ogni Stato d’Europa, l’attuale governo tenta di mantenere vive tutte le restrizioni finora attuate. Un governo convinto ancora dell’opportunità di insistere con minacce e restrizioni, nonostante i numeri sempre più incoraggianti di una pandemia che oggi fa decisamente meno paura. Nelle ultime settimane si assiste anche al dietrofront degli stessi virologi che fin qui erano stati strenui difensori delle decisioni di Mario Draghi e dei suoi ministri.

In questo momento manca la politica con la A maiuscola. Quella che dovrebbe rendere risposte ai cittadini che li ha votati. In questa legislatura i partiti sono stati i maggiori assenti. Sono stati formati tre governi, e nessuno dei tre è riuscito a dare risposte esaurienti ai bisogni dei cittadini. Il tutto condito da un silenzio impressionante degli eletti, che continuano a piegarsi al premier Draghi e nessuno di essi batte ciglio. Per i partiti sembra che va tutto bene quello che decide Draghi.