Ven. Mag 20th, 2022

Questa volta non siamo noi a dirlo, ma sono gli stessi attivisti del M5S e i tesserati del PD a contestare la formazione del governo giallorosso. Purtroppo i leader fanno orecchie da mercanti: se ne fregano di quello che dicono gli elettori.

Un dubbio sorge: in questi giorni non circolano sondaggi. Tutto tace. Evidentemente non possono offrirli per timore di mettere in ridicolo chi sta formando il governo. Ma se si ascoltano le lamentele che giungono dal basso, allora si capisce che stanno scivolando nel pantano.

È la fine del M5S. Le invettive che hanno fornito in questi anni, ora non valgono più. Gli italiani non li ascoltano, non ne vogliono sapere, e non rideranno più quando i grillini vorranno attaccare questo o quel partito. Il M5S deve crearsi una nuova strategia comunicativa, quella vecchina non funziona più. E non sta funzionando. L’ira della base grillina è forte. Un semplice posto Di Maio, Grillo, o altro leader grillino, è subissato di pernacchie e attacco alle loro scelte, segno che sono proprio gli elettori che stanno scappando dal movimento. Le loro dichiarazioni sono spazzate via da tante contestazioni. Nessuno accetta di andare a governare il paese con chi è la parte politica che ha distrutto il paese.

Anche in casa PD le cose vanno male. Sono tanti gli elettori dem che prendono le distanze dalle scelte di Zingaretti e Renzi. In questo caso la situazione è diversa, perché a mantenere i fili della trattativa, se pur defilato, è sempre Renzi, che ha il maggior numero di parlamentari. Per il PD ormai c’è nell’aria una separazione non consensuale. Tutti sanno che Renzi è intenzionato a formarsi un suo partito, sta aspettando il momento opportuno, che arriverà di sicuro nei prossimi mesi. Quindi per i due soggetti in questione c’è lo spettro della fine. Il movimento scomparirà grazie alle sue azioni portate avanti in questo anno di governo, e quelle ultime di questi giorni. La sorte del PD è già segnata da tempo.