Mar. Mag 24th, 2022

Il M5S è stato creato da Beppe Grillo e Casaleggio padre, un movimento che in dieci anni, aggrappato al populismo anti casta, è riuscito a raggiungere il vertice del parlamento, un anno con il PD, è finito nel pantano. L’erro più grosso commesso dal M5S, se vogliamo dirla meglio, commesso da Beppe Grillo, è stato quello di abbracciare il suo nemico politico storico, il PD, e farci un governo insieme. All’indomani dell’alleanza col PD è iniziato l’abbandono degli elettori. Hanno capito che il movimento era diventato come tutti gli altri. Oggi è casta a tutti gli effetti. Fa le stesse cose che facevano gli altri partiti.

Mentre Di Maio esultava e festeggiava per il risultato del referendum, votato da tutti i partiti e tutti hanno fatto campagna elettorale per il sì, il movimento cinque stelle riceveva l’ennesima sconfitta elettorale alle regionali. Di Maio, che punta di nuovo alla leadership del movimento, ha ignorato la sconfitta. Lui, ma la base no, non l’ha ignorata, ed iniziata quella lotta contro il vertice del movimento, a partire da Grillo e Casaleggio. Non solo, è tutto il sistema del nuovo M5S che è stato travolto dalle critiche della base. Purtroppo anche la base può fare ben poco, poiché a scappare è stato l’elettorato che ha votato alle politiche il movimento.

Di Battista è stato il primo a dire che il movimento è stato sconfitto nelle urne. L’ex cinque stelle Paragone ha detto che il movimento è finito. Lo stesso Fico da subito ammesso che il movimento aveva avuto una sonora sconfitta elettorale. Insomma, l’unico che non si è accorto della sconfitta è stato Di Maio.

Ora c’è la corsa agli stati generali. C’è chi chiede un vero e proprio congresso. Insomma, il M5S è finito nella palude in meno di un anno. Basterebbe poco per cercare perlomeno di risalire: lasciare il PD e far cadere l’inutile governo Conte bis. Purtroppo la voglia di rimanere incollati alle poltrone del potere, impedisce ai big di ritornare sui propri passi.