Mar. Mag 24th, 2022

Estate 2019. Roma, Cinecittà. Nello stabilimento di produzione cinematografica, l’attore Enrico Brignano sta girando una delle ultime scene  di “Tutta un’altra vita” , film commedia di Alessandro Pondi , la cui uscita nelle sale è prevista per settembre. Nel suo camper, durante una pausa dalle riprese, attende , seduto su una sedia , la truccatrice,  per un ritocco al cerone, quando un colpo di sonno lo coglie all’improvviso. Inizia, allora, a sognare , agitandosi spasmodicamente: “No, noooo!…T’ho detto di no!, lassa sta mi fja, sa!…Che voi te da lei, pussa via!…Co’ ‘sti capelli che c’hai…ma te sei visto?…Ma secondo te, io do la mia bambina , la mia Martina, a un buzzurro, a ‘no psichedelico ,che pare uscito da un “rave”, “raive”, com’è che si dice?…quella roba là,  insomma, quel raduno ‘n’dove che se balla tutta la notte…Vedi de gira’ al largo…vattene un po’, va’!…”, urla e strepita Brignano, prendendo a pugni l’aria. Poi, destatosi di soprassalto, per  via  dell’ingresso nel camper dell’addetta al trucco, esclama: “‘A Marzia, meno male, sei te!, me credevo fosse lo psichedelico!…”. “‘A Enriche’, e m’ho chi è ‘sto psichedelico?…che brutta cera c’hai fijo mio, come te senti, che c’hai?…”, domanda la truccatrice. “‘A Marzia , te non puoi capi’…, te non poi nemmeno capi’ il sogno brutto, ma veramente brutto, che ho fatto!…No, dico: te ce l’hai presente la bambina mia…mi fja Martina?…ecco, l’ho vista…cioè, non è che l’ho vista…stavo sognando…e lei era diventata già grande…no,non proprio grande, grandicella…e c’era un tipo, un misto tra un punk e un metallaro che me la portava via!…guarda, non poi capi’…me so’ svegliato con la tachicardia e col fiatone ,manco avessi corso la mezza maratona!…”, descrive il sogno all’ addetta al trucco, Brignano. “No, no…te capisco, te capisco…eccome se te capisco!…mi marito  è come te…l uguale!…la fotocopia tua, proprio!…Infatti, Francesca, la cocca mia, a vent’anni, a momenti, manco può uscire di casa se non  dice al padre, per filo e per segno,  n’do’ va e con chi!… Enriche’, mi marito è di un geloso, ma di un geloso, che Otello al confronto risulta uno svedese !…”, racconta la truccatrice, mentre l’attore scuote il capo, chiosando : “Noooo!…ma che dici, ‘a Marzia!… io non so’ geloso de’ Martina!…io non so’ geloso de’ mi fja!…io so’ proprio ‘nammorato…innamorato perso!…”. 

“E’ rivoluzionario e trasgressivo. Parlare d’amore in tempi di haters, odio sociale, polemiche, baruffe politiche e disastri ambientali, è qualcosa fuori dall’ordinario, che stona con i giorni nostri, dove ognuno di noi viene bombardato da immagini televisive devastanti che creano danni alla nostra esistenza. Invece, oggi, c’è bisogno di credere in qualcosa e non lasciarsi trasportare dagli eventi”. Così, l’attore Enrico Brignano, a proposito dell’amore, cui ha dedicato il suo ultimo spettacolo teatrale : “Innamorato perso”. Nato a Roma, nel quartiere Dragona, il 18 maggio del 1960, da una famiglia di commercianti ortofrutticoli di origini siculo-tunisine e abruzzesi, dopo gli studi superiori presso un istituto tecnico, attratto dalla recitazione e dallo Spettacolo, frequenta il laboratorio di esercitazioni sceniche di Gigi Proietti presso il quale,  nella metà deglianni Ottanta, si diploma attore. Preso parte a numerose pièce teatrali dello stesso Proietti  (“A me gli occhi please”, “Per amore e per diletto” e “Mezzefigure”), nel 1992 esordisce sul piccolo schermo partecipando, in veste di “barzellettiere”, alla trasmissione di Canale5 “La sai l’ultima?”. Tuttavia, la grande notorietà arriva soltanto fra il 1997 e il 1998, con la partecipazione al programma comico di Gianni Boncompagni,  in onda su Rai 2, “Macao”, nel quale interpreta svariati personaggi e con la serie TV di Rai Uno, “Un medico in famiglia”. Nel 2000, invece, girato il suo primo film da regista e protagonista “Si fa presto a dire amore”, porta in scena presso il teatro di Ostia Antica lo spettacolo campione d’incassi “Io per voi un libro aperto”, replicato per ben tre edizioni, fino al 2002. Scelto dal regista Carlo Vanzina per una parte nella commedia “South Kensington”   e per le fiction Rai e Mediaset “Sant’Antonio da Padova”, “Il bambino di Betlemme” e “Raccontami una storia”, interrompe momentaneamente la carriera cinematografica e televisiva  per dedicarsi al Teatro, portando in giro per l’Italia, dal 2003 al 2007, i suoi monolologhi esilaranti (“Mai dire mouse”, “Non sia mai viene qualcuno”, “Evviva”, diretto da Pietro Garinei, “A briglia sciolta”  e “Brignano con la O”). Poi, nel 2007, tornato sul grande schermo con le pellicole : “SMS-Sotto mentite spoglie” di Vincenzo Salemme, “Un’estate al mare”  e “Un’estate ai Caraibi” di Carlo Vanzina e  “Asterix alle Olimpiadi” di Thomas Langmann, entra nel cast  della trasmissione Mediaset “Zelig”, senza però trascurare il teatro (interpreta gli spettacoli: “A sproposito di noi”, “Le parole che non vi ho detto” e “Sono romano ma non è colpa mia”). Ottenuto uno dei ruoli maschili più ambiti nella commedia musicale italiana, targata Garinei e Giovannini, quello di “Rugantino”, nel 2011 conduce, al fianco di Ilary Blasi e Luca Argentero, il programma di inchieste di Italia Uno, “Le Iene” . Protagonista per tre stagioni dello spettacolo “Tutto suo padre” e “Tutto suo padre…e un po’ sua madre”, fra il 2013 e il 2018 alterna al Cinema ( “Faccio un salto all’Avana” di Dario Baldi, “Ex-Amici come prima!”, “Poveri ma ricchi” e “Poveri ma ricchissimi”, di Fausto Brizzi e “Stai lontana da me” di Alessio Maria Federici)  la Televisione( recita nelle serie Mediaset “Fratelli Detective” e “Un Natale per due” e conduce su Rai Uno il varietà “Il meglio d’ Italia”). Reduce dai monologhi sbanca-botteghini: “Evolushow”, “Evolushow 2.0” ed “Enricomincio da me”, è attualmente nelle sale con il film  “Tutta un’altra vita” di Alessandro Pondi e si appresta a calcare i palcoscenici con “Innamorato perso” e “Un’ora sola vi vorrei”. Vincitore di premi come il “Riccio d’Argento” e il “Biglietto d’Oro”,è anche testimonial pubblicitario e doppiatore (sua, la voce di “Olaf”, nel ciclo di pellicole di animazione: “Frozen-Il regno di ghiaccio”). Legato all’attrice, Flora Canto dal 2014, sua partner in numerose pièce teatrali,  è padre dal 2017 di Martina. Intervistato di recente, proprio in merito all’esperienza della paternità,  ha detto: “Alla mia età, è veramente bellissimo sentirsi chiamare “papà”. Non dico che ci avevo perso le speranze, ma quasi. Arrivare a cinquant’anni senza figli significava adesso o mai più. Poi leggi le biografie dei grandi attori e scopri che , ad esempio, Charlie Chaplin lo ha fatto ad ottanta. C’era tempo, forse, ma meglio ora che mi posso ancora sdraiare per terra a giocare. In questo momento, sono “innamorato perso”, sospeso tra dove mi porterà questo amore e la strada che mi farà fare. Tra i “non so” e i “voglio scoprirlo”, volta per volta”.