Sab. Lug 2nd, 2022

“Non esistono i no vax, i pro vax, i free vax, i negazionisti, i no pass, ma esistono i cittadini privati della libertà”. Tutte le sigle che sono uscite fuori sono invenzioni del sistema politico per denigrare chi non ha voluto, finora, piegarsi alle direttive sanitarie del governo. Rammento che è un governo formato da diverse estrazioni politiche che dovrebbero pensarla diversamente, invece, miracolosamente, la pensano tutti alla stessa maniera.

In queste ore sta succedendo qualcosa che la storia ci ha già raccontato: è stata attaccata l’etichetta ad una persona, che significa catalogarla e discriminarla. Ogni classificazione è offensiva. Hanno creato odio sociale definendo “no vax” chi vuole scegliere in che modo curarsi senza necessariamente essere contrari al vaccino.

Attraverso l’uso smodato dell’informazione, alla quale, quella locale, sono andati 70 milioni di euro per pubblicità covid, 50 milioni stanziati dal governo Conte II e 20 milioni dal governo Draghi, che hanno etichettato proprio sul piano comunicativo chi la pensava diversamente. Chi dall’altra parte leggeva ha condiviso la logica attaccati alla paura che diffondono i media quotidianamente, rischiando di indurre a pensare che la categoria scritta dal potere politico-sanitario, non sia più un cittadino con i suoi diritti e doveri e quindi destinato a subire trattamenti diversi rispetto ad altri soggetti privilegiati. Siamo dentro un’altra storia, diversa, più moderna, ma sembra che il vizio dell’etichetta sia lo stesso.

Molte volte ci chiediamo dov’è finita la nostra carta costituzionale: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.” Come si coniuga la diversità di trattamento dei cittadini, cioè lasciare liberi alcuni e rinchiudere altri con il rispetto dell’articolo 3 della Carta Costituzionale?

Ci siamo trovati dentro un corto circuito iniziato il primo marzo del 2020. Sono state introdotte misure restrittive come il lockdown, il distanziamento sociale, il divieto di assembramento, le mascherine obbligatorie in ogni luogo, come soluzione per eliminare questa situazione così opprimente è stato proposto il vaccino. Bene, dopo 12 mesi dall’inizio dell’imponente campagna vaccinale il risultato è la reclusione dei non vaccinati che sono una minoranza risibile, in cambio della garanzia per i vaccinati che saranno costretti a vivere con il green pass. A cosa è servito vaccinare quasi tutti se restano le restrizioni attivate nella fase iniziale della pandemia?

È venuta meno la vita sociale. Sono sorte nuove regole sanitarie obbligatorie creando un imponente odio sociale terrificante, dove ogni individuo ha paura dell’altro, un messaggio che per vivere bisogna obbligatoriamente essere sani, dove è vietato ammalarsi e forse anche morire. Tutto quello che si è fatto per il covid-vaccino, in 80 anni non è stato fatto per i tumori che, allo stesso modo, portano 180mila persone ogni anno a morte. Quello che sta avvenendo è più viziato dalle pretese politiche che dall’interesse della salute dei cittadini, perché altrimenti anche per i tumori si doveva fare lo stesso per non far morire le persone. La vita ci insegna che ogni nascita subentra una morte inevitabile. Questa vita è solo un passaggio che ha una sua fine, poi rimarranno quattro ossa inutilizzabili e, come al solito, si preme per incenerirle per non essere di peso alla comunità. L’essere umano, ancora una volta, ha perso tutto il suo valore.