Dom. Feb 5th, 2023

ROMA- Un sabato da dimenticare quello che si è vissuto a Macerata. Una marcia pacifista per dire no al fascismo che, però, è finita com’è finita: un carabiniere finito in ospedale perché pestato brutalmente da un branco di facinorosi dei centri sociali. Altri poliziotto costretti a fuggire per sfuggire all’ira di giovani dei centri sociali.

A Macerata si protestava contro qualcosa che non esiste più. Il fascismo è morto e sepolto, purtroppo quello che non è morto è il comunismo. I centri sociali hanno intonato cori contro le foibe cantando a squarciagola “com’è bello fare le foibe da Trieste in giù”. Quindi si protestava contro il fascismo ma i inneggiava a continuare a uccidere italiani innocenti, perché questo è lo scopo dei cori. Nelle foibe sono morti cittadini italiani per mano dei comunisti di Tito.

Al corteo era presente la sinistra, si protestava contro l’atto commesso da Traini. Un gesto folle di una persona che ha agito per pura follia. Ma a Macerta è successo un fatto gravissimo: una giovane di 18 anni è stata uccida da un gruppo di nigeriani, che poi hanno fatto a pezzi il suo corpo, messo in due valige, e gettato in aperta campagna. Eppure sabato nessuno ha parlato di questo omicidio così crudele, e pensare che Pamela poteva essere la figlia di ognuno di noi.

Ecco, si è manifestato contro qualcosa che non esiste più e mai più ritornerà, ma non si è protestato contro qualcosa che esiste ancora e può continuare a fare danni. Il comunismo ha fatto gli stessi danni del fascismo, ha ucciso alla pari del fascismo, quindi sarebbe opportuno da oggi in poi incominciare ad organizzare manifestazioni sia antifasciste sia anticomuniste.