Ven. Ago 19th, 2022

Siamo dinanzi ad un fenomeno che non si ferma più. In sole poche ore sono state uccise due donne, e solo nell’ultimo mese ne sono state uccise altrettanto. La morale che mettiamo in campo il giorno dopo ogni delitto è solo pulizia delle coscienze, e niente più.

Nel triennio 2017-19 sono stati stanziati 18 milioni di euro per la lotta alla violenza di genere. Soldi che non hanno contribuito a diminuire i femminicidi o le violenze in genere a cui sono soggette le donne. Niente di tutto questo. I numeri sono impietosi e dimostrano che il fenomeno ha altra natura, e al momento tutte le strategie messe in campo sono fallite in toto.

I centri antiviolenza fanno un lavoro lodevole. Però i soldi spesso arrivano col contagocce e spesso vanno in difficoltà. Ma a prescindere dall’aspetto economico, è la tutela della donna che non è resa possibile.

Se una donna denuncia deve essere protetta. A poco serve mettere ai domiciliari l’uomo orco, esso se vuole uccidere, com’è successo, uccide ugualmente. La donna che denuncia va messa sotto scorta per proteggerla in quella fase iniziale dopo la denuncia. Su questo aspetto le istituzioni non hanno mai messo in campo politiche per fronteggiare veramente la sicurezza della donna dopo le segnalazioni di violenze. Spesso sono lasciate sole in attesa di un iter burocratico lungo e farraginoso che alla fine mette in pericolo la donna.

Oggi i femminicidi sono diventati una piaga sociale, come è diventata una piaga sociale la povertà, o come il dramma dei papà separati, o infine tutti i drammi che coinvolgono l’essere umano. Bisogna diffondere la cultura dell’ascolto come arma vincente contro i silenzi. Bisogna incontrare i giovani nelle scuole frequentemente al fine di poterli educare ad una cultura di rispetto verso l’essere umano. Non possiamo incazzarci dopo un omicidio e dopo qualche ora tutti hanno dimenticato quello che è successo. Si attende il prossimo delitto per parlare. Spiacenti, le cose si fanno quotidianamente cercando la fonte del problema e risolverlo, e non attraverso parate di sensibilizzazione che non servono a nulla. Il problema è serio e come tale va trattato. La donna che denuncia va protetta.