Ven. Feb 3rd, 2023

CASERTA- Per prima cosa, dico che sono figlio della provincia di Caserta, ultima come tenore di vita, ma prima come bellezze naturali, paesaggistiche, ricca di cultura e tradizioni. Figlio di una terra tradita dalla classe dirigente che l’ha guidata, tutti, nessuno escluso. Tutti hanno governato la mia bella provincia, ma tutti l’hanno ingannata. Non c’è partito, colore politico o movimento che si salvi. Tutti hanno contribuito ad alimentare il malessere sociale e tradire le aspettative dei cittadini casertani.

Noi non siamo i figli di papà che per anni hanno governato la nostra amata terra. Siamo umili figli di quell’agricoltura mortificata dai tanti danni fatti dalle emergenze rifiuti. Siamo figli di quell’edilizia che ha dovuto emigrare facendo i pendolari settimanali, per portare a casa un tozzo di pane. Siamo figli di quella cattiva cultura alimentata dalla bassa cultura di chi ha creduto sempre e soltanto alle chiacchiere prodotte nelle ripetute campagne elettorali.

Siamo figli di quel menefreghismo che ha colpito anche le nuove generazioni, che camminando con i paraocchi, hanno creduto alle favole dei leader dei partiti che nulla di buono hanno prodotto per il futuro e la speranza di intere generazioni. Siamo figli di ultimo: l’ultimo numero di ogni classifica che ci vede sempre perdenti.

Ma siamo figli di un amore per la nostra terra, che amiamo, ma non siamo capaci di difendere. Crediamo alle lusinghe macchiate da un passato già trascorso, ma non guardiamo con occhio vigile a tutto ciò che ci circonda, che è negativo, e se è negativo, è perché nessuno ha lavorato per farlo diventare positivo. Siamo figli di un lamento quotidiano frutto di quell’immobilismo che ci porta a dire ma non agire. È troppo facile incolpare gli altri senza accusare se stessi. È facile dire, ma è schifoso non fare.

Siamo figli di questa terra, che ha bisogno di noi per riemergere. Siamo figli di un sistema che ci ha ucciso, ma non possiamo più essere gli eredi silenziosi di quel sistema. Impariamo ad amare noi stessi, perché amandoci non accetteremo più che qualcuno ci faccia del male. Siamo figli di una pigrizia che ci vede sempre seduti sulla poltrona a fare da spettatori passivi. Non siamo usciti dal guscio che per anni ci ha tenuto imprigionati. Non abbiamo messo in campo l’orgoglio giusto per difendere noi stessi e il futuro dei nostri figli e nipoti. Ora in avanti diventiamo sul serio figli di una terra nostra. Gridiamo in faccia a chi ci vuole prendere in giro, che il tempo è scaduto, si volta pagina, perché siamo noi i figli e padroni di questa splendida provincia di Caserta, e comandiamo noi, e siamo pronti a difenderla democraticamente pur di vederla risorgere.