Ven. Lug 1st, 2022

NAPOLI-“I problemi del settore agricolo in Campania non sono legati alla quantità di spesa dei fondi europei ma alla qualità della spesa che poi esprime la strategia politica che ne è dietro”, ha detto Mario Grasso, Direttore della Cia Campania.

“Nella precedente legislatura la Giunta regionale campana ha commesso proprio questo errore, la Cia lo ha sempre sottolineato. Ed abbiamo criticato la mancanza di scelte condivise con gli attori del settore agricolo.

E’ davvero sorprendente che la nuova Giunta regionale si avvii sullo stesso percorso”.

“Oggi non avremmo voluto partecipare all’incontro sul PSR in programma presso la  Direzione Generale all’Agricoltura perché  appare superato da precedenti singoli  incontri del Governatore.  Ma con grande senso di responsabilità ci siamo seduti intorno al tavolo dedicato al nuovo Programma di Sviluppo Rurale fornendo la nostra storica esperienza a contatto con le imprese agricole della Campania. Lo facciamo anche per rispetto della struttura tecnico – amministrativa che nonostante la cecità della politica ha sempre fornito il massimo contributo”.

“Nella precedente legislatura abbiamo subito un’assenza totale di visione, non si è fatto nulla per le grandi emergenze e i fondi europei non hanno prodotto alcunché”, ha proseguito il Direttore della Cia.

Sulle grandi emergenze come “ terra dei fuochi” non si è intervenuti in maniera adeguata ed oggi il problema si è amplificato  anziché essere stato risolto. Infatti  la Cia ha fatto ricorso al TAR perché il decreto va modificato, così come  è ammazza l’ agricoltura e l’ agroalimentare…”

E su questo tema chiediamo che siano riprogrammati i piani della Regione come il PAC e che le risorse disponibili per il settore agricolo siano realmente  utilizzate per rilanciare il nostro territorio, ha aggiunto Mario Grasso.

“E’ davvero scandaloso che i fondi destinati alle aree rurali non abbiano prodotto alcun miglioramento, dovevano servire per rilanciare le nostre produzioni di eccellenza come la castagna, una produzione oramai distrutta, e invece non sono serviti alle produzioni e neanche al miglioramento e alla valorizzazione delle aree rurali”

“Altro tema fondamentale è la valorizzazione della mozzarella di bufala, bisogna avere il coraggio di cambiare, il problema è sempre nell’assenza di scelte strategiche economiche. Fino ad oggi si è cercato di creare le condizioni per competere sui mercati abbassando il prezzo finale, arrivando addirittura a porre un prezzo di sei euro al kg di mozzarella dop.

Si compete sui mercati alzando il prezzo della mozzarella perché ha grandi costi, chi compete con la dop a prezzi bassi ha qualcosa non va.

Di questo passo distruggiamo solo la filiera produttiva di un prodotto di eccellenza, che rappresenta la nostra storia, e che è l’immagine della Campania nel mondo.”

“Chiediamo una politica agraria nuova,  conclude Mario Grasso – non una politica autoreferenziale che guarda alla spesa e non alle imprese e chiediamo che i fondi europei in modo integrato, contribuiscano a creare un nuovo rapporto  tra città e campagna, dove l’ area urbana si preoccupa del proprio giardino”.

“Per le emergenze che il settore agricolo sta vivendo in Campania la Regione deve avere un assessore all’ Agricoltura, anche se il Governatore ha una grande conoscenza e competenza del mondo agricolo”, ha detto Alessandro Mastrocinque, Presidente della Cia Campania.

“Altrimenti rischiamo di  cadere negli stessi errori della Giunta Caldoro ,dove il Presidente tenne per sé

l’ Agricoltura e delegò un suo uomo al settore, Vito Amendolara, figura di grande competenza del mondo agricolo, ex direttore  della Coldiretti Campania per circa un ventennio. Ma purtroppo si sono visti gli scarsi risultati”, ha concluso Alessandro Mastrocinque.