Sab. Feb 4th, 2023

Dalla prima repubblica passando per la seconda fino alla terza, gli attori in campo sono stati sempre gli stessi. Questo vale per il parlamento, regioni e anche comuni. Diventa una posizione consolidata l’attività politica, tanto che i posti al vertice dei partiti sono sempre occupati dagli stessi. Se un personaggio va in rotta di collusione con i vertici del partito, diventa fondatore di un altro partito per continuare a rimanere in sella al potere politico. Per molti va bene per tanti altri va malissimo.

Ma la malattia profonda della politica e dei politici rimangono i soldi. Occupare i banchi del parlamento è un affare da 12-15 mila euro al mese. Come è un bene per lo stesso partito che, a secondo delle modalità di ogni singolo partito, incassa il 20-30% dello stipendio di un parlamentare. Ciò serve per mantenere le spese del partito. Il tutto perché nel 1993, dopo un referendum plebiscitario, fu abolito il finanziamento ai partiti. Con la dipartita del finanziamento pubblico ai partiti, anche altre strutture vicine ai partiti, come i giornali di partito, sono rimasti senza soldi e hanno abbassato le serrande. Via via è scomparsa la figura dei funzionari di partito, poiché non c’era più la possibilità di pagare loro gli stipendi.

Uno scenario apocalittico per chi fa politica, poiché tutto ciò che prima erano strutture consolidate, oggi si sono sgretolate. Come detto all’inizio, il male forse sta nel fatto che chi occupa le poltrone in parlamento lo fa da un trentennio, senza creare quel cambio generazionale che porti nuove idee e mette fuori porta chi intende la politica come un occupazione a vita. Questo sistema consolidato ha fatto si che la politica sia stata colpita da una patologia cronica che la rende malata. Non esiste che altri soggetti possono entrare nel partito per portare nuove idee per il bene della nazione. No, non esiste, ogni cambio che avviene all’interno di un partito è sempre gestito dagli stessi attori, che si cambiano i ruoli, ma restano a comandare la sorte del partito e della vita parlamentare. È chiaro che quando la patologia non è curata a dovere, il paziente è destinato alla morte. In questo caso a morire è solo il popolo italiano, poiché una politica malata non riesce più a fare il bene della nazione.