Gio. Feb 2nd, 2023

Primavera 2013. Per le strade caotiche del centro di Roma , sferzate da un vento incessante , si aggira un pulmino blu con i vetri scuri proveniente da Acilia (comune alle porte della Capitale ).

Giunto in piazza del Popolo, il roboante camioncino si ferma nei pressi di Piazza del Popolo, a pochi metri dalla  “Chiesa degli artisti”. L’autista , impacciato e trattenuto nei gesti da un giubbotto di piume d’oca, si rivolge con tono confidenziale  al passeggero sedutogli accanto : “ Fra’, sei sicuro ?; ce   la fai ad andare da solo ? ; se vuoi t’accompagno , lo sai , non c’è problema !”.

 L’uomo , sulla settantina , capelli bianchi radi e barba incolta , replica seccato : “ Sergio , ricordati che stai a parla’ co’ Franco Califano, detto “er Califfo!”…”e , uscendo  con slancio dall’abitacolo , nonostante le difficoltà  , si avvia   all’entrata della basilica.

Il solerte accompagnatore , però , lo richiama  costringendolo a voltarsi : “ Fra’ , me raccomando ! ; fatte trova’ qua , puntuale, fra un ‘ora . Non te scorda’  che al Sistina t’aspettano per le prove dello spettacolo !” .

 Califano, allora,  riprende  il suo cammino e , varcata la soglia della chiesa , segnandosi, si dirige verso l’altare. Quindi, sedutosi su una panca ,  approfittando dell’assenza di fedeli , inizia a pregare ad alta voce .

Gesù mio , aiutami tu ! ;  Io c’ho troppo imbarazzo di Dio per pregarlo : Lui è uno importante, uno giusto , invece,  io so’ ‘n’ peccatore … non me posso presenta’ diretto al suo cospetto , ma tu …. , tu sei un ‘altra cosa, tu ce la puoi mettere ‘na bbona parola per me…Te, sei suo  fijo! . Io lo so che tu mi puoi comprendere , perché sei stato un uomo, tu, le sofferenze , le conosci, l’hai provate!… Aiutami tu, Gesù, non m’abbandonare!…”.

Una lacrima, allora, gli riga il volto , e appanna gli occhiali fumé dietro cui è solito celare gli occhi per proteggersi dal giudizio del mondo, ma ,proprio in quel momento,  un sacerdote, seduto nel confessionale vicino,  discostata la tenda rossa, esce , andandogli incontro, mentre lui,  imbarazzato e colto di sorpresa, trasale.

Non faccia così ! , il Signore è sempre insieme a noi , anche nei momenti di sconforto. Non si abbatta!..Non abbia paura del mistero … si affidi a Dio e alla sua misericordia  , non abbia timore : non sia renitente ! . Io l’ho riconosciuta , sa?; lei è Franco Califano , il  “poeta di Roma” , ma lei, in realtà, sebbene sia un artista tanto famoso,  è un uomo come gli altri:  fragile  come gli altri . Senta , le andrebbe di parlarmi di sé , della sua vita ? . Stia tranquillo,  non sono qui per giudicarla! e , anche se  sono un prete , non sono  un   bacchettone . Per tutti i parrocchiani e le parrocchiane  sono  Don Mario  , ho quarant’anni e  sono un sacerdote  da dieci   : fino a ieri vivevo esattamente come lei , ero  un uomo “del mondo”.

“ Padre…” , inizia a parlare il Califfo , “di me e della mia vita, essendo una persona nota, lei già sa tutto quanto…tutto, tranne che la verità:  la mia verità ! . Be’, padre , a lei , la voglio proprio  dire  , perché sento che è l’ultima occasione che ho per farlo ! . La mia esistenza è simile alla trama di un film  avventuroso ,con effetti speciali   già dalla nascita , avvenuta su un aereo di linea in volo per la Libia , il 14 settembre del 1938 . La mia infanzia , trascorsa tra la Campania , regione di origine dei miei genitori, e  Roma,  è stata segnata dalla morte prematura di mio padre.

Negli anni Sessanta , appena ventenne, dopo un’infanzia passata in collegio e gli studi di Ragioneria, mi misi in testa di fare l’attore e così , partii per Milano ; alla musica , allora , non ci pensavo neppure! . Mi arrangiavo con i fotoromanzi e  giravo pellicole, remake di fortunate commedie  sentimentali  d’oltralpe come : “Sciarada alla francese” (1963) di Michel Boisrond, sebbene già fossi   attratto dalla poesia e scrivessi ogni tanto dei versi.

In seguito , frequentando un ambiente di musicisti ,mi accorsi di avere un certo talento come cantante e autore di canzoni , quindi  pubblicai i quarantacinque giri : “ Ti raggiungerò” / Amica malinconica “ (1965)  e “ Non voglio vederti / Triste così” ( 1966) . Ma il successo arrivò , scrivendo canzoni  per Ornella Vanoni  ( “ La musica è finita / Una ragione di più”)  , Mia Martini ( “Minuetto” ,  “La nevicata del 56’” ) , Bruno Martino (“E la chiamano estate” )  ,  “ I Vianella” , duo composto da Edoardo Vianello e Wilma Goich ( “Semo gente de borgata”) , Caterina Caselli ( “Le ali della gioventù” ,“Che strano amore”,  Un po’ di te”) , Peppino di Capri ( “ Un grande amore e niente più” , brano  vincitore del Festival di Sanremo del 1973 ) e Mina (“ Amanti di valore”, “Un ‘estate fa”, versione italiana della canzone francese,   “Une belle histoire” di Michel Fugain ).

 I critici ,  gli intenditori  mi definirono : “  Il poeta della musica leggera”, ma a me , questo , non bastava ;  volevo essere protagonista ! . Così , negli anni Settanta , mi cucii addosso il personaggio dell’amante latino , cinico, ma anche un po’ romantico , del trasgressore dall’avventura facile e dalle esperienze al limite . Tuttavia , la finzione si tramutò in realtà , anzi , in un incubo e la pagai cara!.

Nel 1970 , finii in galera per una  storia di droga;  lei padre , a quei tempi , neanche era nato!. Fu una vera sofferenza, ma alla fine , fui assolto con formula piena  perché il fatto non sussisteva. Non  contenti , nel 1983 ,hanno riprovato a mettermi  in mezzo, stesso copione , stessa scena, stesso finale:  il carcere e l’assoluzione piena , perché  il fatto non sussisteva . Durante la reclusione, pensai a quello che avrei fatto  una volta uscito  e promisi  a me stesso : “Franco , quando sarai fuori , non sprecherai   neppure un secondo !”… Perciò , riconquistata la libertà , cominciai a  cantare i miei testi  :  “Tutto il resto è noia “ (  con la musica di Frank Del Giudice ) , “Me ‘nnamoro de te”, (1976) , “Io non piango” ( addio all’amico artista Piero Ciampi ) , “Tac!” (1977) , “La mia libertà” (1981) , “ Io per le strade di quartiere” (che presentai  in gara al Festival di Sanremo del 1988) .

Quante serate avrò fatto ? , quanti locali avrò girato? ; la “Bussola “ a Viareggio , il “Blue moon” a Ogliastro Marina …Ogni sera, una donna se strappava i capelli per me ! . Io non ho mai creduto all’amore eterno : l’amore, per me,  dura un istante e poi diventa abitudine e ,come sostengo in un mio brano: “ Una donna innamorata , anche quella più pulita , le corna te le fa”. Ho avuto relazioni importanti,  una figlia , ma io non ce l’ ho mai avuta  la stoffa del padre né tantomeno quella del marito: “ Io sono un artista e allora mi basta la mia libertà !”… Certo,   di questo, un po’, mi dispiace, ma un padre è una figura importante , un punto di riferimento , una guida. Forse, se avessi smesso con la musica…ma la verità è che la vita va come deve andare..e la mia  è andata dove ho voluto e desiderato che andasse. Ogni tanto, però, dentro di me  sento crescer  una profonda malinconia,  un’inquietudine che  solo la Fede riesce ad acquietare….

E’ accaduto tutto nel 2005… in quell’anno,  si è verificato   un evento che mi ha cambiato, che mi ha avvicinato a Dio : l’elezione di Papa Benedetto XVI° . Quell’uomo mi è subito piaciuto : con la sua cultura , la sua fermezza , il suo Credo…  Io avevo scavato un solco dentro di me,  nella mia anima,  un solco che ho cercato  di riempire a modo mio…Ora, grazie a lui, l’ho riempito con la Fede.

 Negli anni Ottanta , mi appassionai alla politica e, prima di Tangentopoli,  mi  candidai ,ma poi non fui eletto e continuai a fare il cantautore… Nel 2008,in occasione del mio settantesimo compleanno, il sindaco mi ha fatto un meraviglioso regalo , concedendomi piazza Navona per un meraviglioso concerto.  In quel periodo, scrissi “Monologhi e poesie romanesche “( “Secondo me l’amore “ ,“ Il gigante de casa”, “Beata te, te dormi “ ) , autobiografie ( “Ti perdo . Diario di un uomo da strada”  “Senza manette” ) e saggi sull’amore e le relazioni interpersonali.

Io  ritengo che un artista non debba smettere di creare  perché   ha raggiunto” una certa”: quindi continuo a girare film (  nel 2007 “Questa notte è ancora nostra” di Luca Genovese e Paolo Miniero), a partecipare a programmi televisivi (“ Music Farm”) e   a cantare , collaborando con giovani cantautori di valore come Federico Zampaglione e il gruppo dei “Tiromancino” (  “Un tempo piccolo” , “Non escludo il ritorno”, canzone in gara  al Festival di Sanremo del 2005  ).

 Del resto , la gente , il pubblico, mi vuole  bene e me lo ha dimostrato accorrendo in massa al concerto che ho tenuto al Teatro Sistina per festeggiare il ritorno in  scena ,dopo il brutto incidente del 2010 : una caduta dalle scale, con la conseguente rottura di una vertebra che mi  ha  costretto all’esilio e al riposo forzato . Non le nascondo, padre, che, siccome l’età avanza,  mi secca proprio dover morire, perché mi piace troppo  vivere!… Ora , però,  mi deve scusare,   perché sono in ritardo: il fatto è che  mi aspettano in teatro per le prove dello spettacolo  di  questa sera . Grazie per la sua disponibilità, la ringrazio, è stato molto umano con me e paziente ad ascoltarmi…”.

 Il sacerdote , quindi, accennato  un sorriso, gli impartisce una benedizione. Califano , con passo lento, ma determinato , attraversa l’intera navata centrale , raggiungendo l’uscita. L’autista e il pulmino  sono già fuori ad attenderlo .  L’esibizione al Teatro Sistina ,prevista per quella  sera , però, è stata l’ultima.

Il 30 marzo 2013 , all’età di settantaquattro anni,   “ il Califfo” , “il Maestro” si è spento nella sua casa di Acilia, in provincia di Roma. Nel 2008, in un ‘intervista rilasciata al giornalista de La Repubblica, Gino Castaldo, aveva dichiarato : “Col passare del tempo divento sempre più cattolico. È una cosa incredibile, chissà, io la parola anziano non la contemplo, preferisco adulto, ma può darsi che l’essere “troppo” adulto ti faccia fare pace con Dio. C’è sempre un po’ di canaglietta, poi forse anche un po’ di paura, ma del resto non costa nulla… Però è vero che crescendo ci si avvicina a Dio. Di sicuro sono sempre più cattolico. Non sai l’emozione quando ho visto questo Papa, Ratzinger, i precedenti non mi hanno mai particolarmente colpito…Sono stato un grandissimo peccatore, solo che Dio ci ha insegnato a perdonare e quindi tutti i miei peccati devono per forza essere perdonati”.

 Il giorno del suo funerale, in ogni angolo della chiesa di Santa  Maria del Popolo ,ha riecheggiato il suo messaggio di cantautore e uomo autentico : “Non bisogna mai fermarsi, io dico sempre che invecchierò solo cinque minuti prima di morire. Per me, vive chi vive , chi rischia , chi ama…Vive, chi sbaglia!” .

N.B. Si precisa che i fatti raccontati sono frutto di una ricostruzione fantasiosa della giornalista , pur traendo spunto da dati biografici reali.

Per la biografia,fonte: Wikipedia. Intervista  a Franco Califano di Gino Castaldo (La Repubblica, anno 2008, ripubblicata il 9 luglio 2020).