Mar. Ago 9th, 2022

Estate 1972. Sant’Angelo d’Ischia, comune di Serrara Fontana. Serata di Ferragosto. In un locale della Piazzetta, con vista sul porticciolo , i clienti attendono, cenando, l’inizio del concerto del cantante Fred Bongusto, quando il proprietario del night, annuncia l’arrivo dell’artista, che , salito sul  palcoscenico posto in fondo alla sala, intona i suoi brani più famosi : “Frida”, “Doce doce”, “Spaghetti a Detroit”.  Poi, terminato lo spettacolo, raggiunge il bancone del bar per ristorarsi. Quindi, mentre sorseggia un Vermut, viene avvicinato da una coppia. “Buonasera, Signor Bongusto!…Ci scusi per il disturbo,ma sa, noi siam suoi ammiratori e ci tenevamo tanto a conoscerla di persona!…”, si presenta un un ragazzo sulla trentina, accompagnato da una coetanea. “No, nessun disturbo!…Buonasera a voi!…Bell’accento settentrionale!…da dov’è che venite, dall’Emilia?…”. “No, signor Bongusto…noi altri semo veneti, veneti de Mestre, e sem venuti qui ad  Ischia in viaggio de nozze!…Noi, scusi ancora per l’impertinenza, le volevam dire due cose…”, spiega la giovane donna,  presa la parola, “…Io e il Bepi  semo sposati da un mese, ma semo stati insieme un pochetto, eh,  più di quattro anni!…E lo sa dove ci siamo conosciuti?… a Senigallia, durante una serata alla Rotonda, il locale sul mare!…Era l’estate del 1964 ed eravamo entrambi in vacanza…e sa qual è il primo lento che abbiam ballato per conoscerci meglio?…”Una rotonda sul mare”, la sua canzone!…E da allora, non solo ,non ci siamo più lasciati, ma non abbiamo neppure mai smesso di ascoltarla!…Insomma, volevamo chiederle se ci lascia un autografo e ringraziarla, perché : se quella sera, a Senigallia, non avesse cantanto quel brano, il mio Bepi non si sarebbe mai fatto avanti per invitarmi a ballare!…sa, timido  com’è, non avrebbe mai trovato il coraggio!…Quindi, non ci saremmo mai  fidanzati e , infine, sposati!…”. “Ma no ,signora, lasci stare!… io la ringrazio per le parole lusinghiere, ma non ho fatto niente di speciale!…se avessi davvero il potere che dice lei, farei innamorare il mondo intero, così non ci sarebbe più tanta cattiveria, tanta tristezza!…”, si schermisce l’artista, chiosando : “Comunque, sono contento che mi abbiate raccontato la vostra storia…sono contento di aver contribuito alla nascita di questo amore e alla vostra felicità…e anzi, sapete che faccio: io vi regalo più della solita fotografia autografata…io vi ragalo il mio  nuovo album…si chiama : “Alla mia maniera“…guardate che è un’anteprima, solo per voi!…come dicono i miei colleghi, quelli bravi : è un’esclusiva!…Sentirete, sentirete, che musica!…Magari, ascoltandolo, andrà a finire che vi sposerete un’altra volta!…Ah, ma non vi aspettate il solito Bongusto, eh, perché, stavolta, mi sono ispirato ai ritmi che amo di più , quelli che ascolto fin da ragazzo, come il jazz di Louis Armstrong, di Nat King Cole e lo swing di Frank Sinatra…perché , guagliù, voi lo dovete sapere: il vostro Fred, Fred Bongusto, è un cantante confidenziale, ma non solo…il vostro Bongusto  è molto di più!…”.

“Bongusto è stato un grande , un cantante molto bravo e delicato. Purtroppo,negli ultimi anni è stato molto male, ha sofferto tanto. E’ stato un grande cantante , sarebbe giusto che a Sanremo venisse ricordato con l’affetto e il rispetto che merita”. Così, il conduttore Pippo Baudo, ha ricordato il cantante Fred Bongusto, scomparso l’8 novembre scorso. Nato a Campobasso, nel Rione Sant’Antonio, il 6 aprile 1935, orfano di padre, morto durante la Seconda Guerra Mondiale, Alfredo,  detto “Fred”, Antonio, Carlo Bongusto, si avvicina alla musica da adolescente, nei primi anni Cinquanta, dopo aver sentito  un commesso viaggiatore cantare e suonare alla chitarra il brano “Mood Indigo” di Duke Ellington.Quindi, fattosi notare come cantante di alcuni complessi musicali, si esibisce nei locali della città, eseguendo brani jazz di Armstrong e Nat King Cole, fino al 1960, quando entra nel gruppo de “I 4 Loris” (composto da: Renato Silvestri, Loris Boresti, Luciano Bigoni e Nini Mezzet), esperienza durante la quale ha modo di conoscere Massimo Boldi, ai tempi batterista ne “La pattuglia azzurra“. Poi, nel 1961, ingaggiato con il suo gruppo dalla casa discografica Primary di Giovanni Battista Ansoldi, debutta  con il 45 giri “Madison italiano/Notte d’amore”, reinterpretazione di “Jealous Lover” di Charles Williams, canzone della colonna sonora del film “L’appartamento” di Billy Wilder, con testo italiano di Misselvia. Ma la vera e propria svolta, arriva soltanto nel 1962, quando, grazie all’amico Gigho Agosti, incide i brani “Doce doce” e “Frida”, cui seguono le canzoni “hit parade” “Malaga”, “Spaghetti a Detroit” e “Amore fermati“(interpretata anche dal cantante brasiliano Joao Gilberto). Quindi, conquistata la fama internazionale  nel 1964, con il brano “Una Rotonda sul mare”,scritto da Aldo Valleroni, Francesco Migliacci,Bongusto e Pietro Faleni, e, ispirato alla Rotonda di Senigallia, in stile Bella Epoque, luogo di incontro di tante coppie, scelto dal regista Luchino Visconti come colonna sonora della pellicola “Vaghe stelle dell’orsa”,  partecipa al Festival di Sanremo,  con la canzone “Aspetta domani”,e fra il 1966 e il 1974 a numerose edizioni della manifestazione canora “Un disco per l’estate”,con i brani :“Prima c’eri tu”, “La mia estate con te”,“Lunedì Mare non cantare”,“Il mare quest’estate”, “Una striscia di mare”, “Questo nostro grande amore” (scritto da Franco Califano), e “Perdonami amore”. Nel decennio Settanta, invece, conferma il successo degli esordi con le canzoni “Tre settimane“e “Balliamo”. Presenza fissa nei varietà Rai, nei quali duetta con  le cantanti Mina, Milva e Ornella Vanoni , negli stessi anni, prende parte a film “musicarelli” (“Obiettivo Ragazze” , “Questi pazzi pazzi italiani”) , scrive alcune colonne sonore per le pellicole : “Il tigre” di Dino Risi, “Malizia” e  “Peccato veniale” di Salvatore Samperi, “Venga a prendere il caffè da noi” e “La cicala” di Alberto Lattuada e interpreta la sigla di chiusura ( “Quattro colpi per Petrosino”) dello sceneggiato di Daniele D’Anza, “Joe Petrosino”. Sulla scena anche negli anni Ottanta, con l’album “Dillo tu…” , contenente  il singolo di successo “Amore scumbinato”, nel 1986 è nuovamente in gara al “Festival della canzone” con il brano “Cantare” ,dopo il quale parte in tour, alla volta del Brasile, dove incide canzoni con Toquinho e Vinicio de Moraes. Insignito nel 2005 dell’onorificenza di “Commendatore al Merito della Repubblica italiana”, su iniziativa del Presidente Carlo Azeglio Ciampi, dopo la morte della moglie, la soubrette Gabriella “Gabry” Palazzoli, con cui era sposato dal 1967, trascorre lunghi periodi nel borgo marinaro di Sant’Angelo d’Ischia. Apparso per l’ultima volta in pubblico nel 2013, in occasione di un concerto dedicato all’amico Franco Califano, appena scomparso, ammalatosi gravemente, si ritira dalle scene. Spentosi nella notte fra il 7 e l’8 novembre scorsi , all’età di ottantaquattro anni ,nella sua abitazione romana, e salutato lunedì 11  da amici, colleghi e familiari presso la Basilica di Santa Maria in Montesanto (Chiesa degli Artisti) a piazza del Popolo, è stato così omaggiato da Peppino di Capri, con il quale ha condiviso molteplici serate e tournèè: “Ci lascia un patrimonio di successi che continueremo a cantare e che ci aiuterà a ricordarlo per sempre. Era una persona sempre a caccia di ironie, tra noi c’era quella sottile competizione che ci legava, una competizione simpatica e generosa. Abbiamo fatto delle tournée insieme che dovevamo sempre sospendere perché costavano troppo, io volevo il mio gruppo , lui pretendeva il suo e con quei costi era impossibile andare avanti. Era molto giocherellone , lanciava sempre una frecciatina a quello che stavi facendo musicalmente, aveva qualche anno più di me e faceva un po’ il maestrino. Quello che posso dire è che la vera voce del night era la sua! Aveva questa voce particolare ,molto originale e una timbrica confidenziale unica”.