Ven. Set 30th, 2022

Sono più i meridionali che fuggono dal sud che gli immigrati che arrivano da noi. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, oggi si registra una nuova ondata di meridionali che scappano verso il nord Italia e l’estero. Invece di migliorare siamo tornati indietro.

Ci ritroviamo in una situazione dove il  Nord Italia avanza e il Sud va in retromarcia: è la drammatica previsione che emerge dal rapporto Svimez 2019 che parla di una “recessione per il Mezzogiorno”. “L’Italia – si legge nelle anticipazioni del report – farà registrare una sostanziale stagnazione, con incremento lievissimo del Pil dello +0,1%. Al Centro-Nord dovrebbe crescere poco, di appena dello +0,3%. Nel Mezzogiorno, invece, l’andamento previsto è del -0,3%”. Un grande e forte applauso ai politici italiani.

Sono mesi che andiamo scrivendo che il sud sta morendo. Sono mesi che scriviamo un sud sull’orlo del collasso, ma per gli attori dell’impietoso palcoscenico politico italiano, tutto va bene. Invece si legge ancora nel rapporto, “una ripresa debole, in cui peraltro si allargano i divari di sviluppo tra le aree del Paese”. La revisione delle stime Svimez mostra poi che, con la significativa eccezione del 2015, anche nel 2016 e nel 2017 il gap di crescita del Mezzogiorno è stato ampio.

Gli emigrati dal Sud tra il 2002 e il 2017 sono stati oltre 2 milioni, di cui 132.187 nel solo 2017. Dal Rapporto Svimez emerge che questi ultimi “66.557 sono giovani (50,4%, di cui il 33% laureati)”. Il saldo migratorio interno, al netto dei rientri, “è negativo per 852mila unità. Nel 2017 sono andati via 132mila meridionali, con un saldo negativo di circa 70mila unità”. La ripresa dei flussi migratori è “la vera emergenza meridionale, che negli ultimi anni si è via via allargata anche al resto del Paese”. un altro grande applauso ai politici italiani, sono proprio dei grandi fanfarroni.

Nel report si legge ancora come “il gap occupazionale del Sud rispetto al Centro-Nord nel 2018 sia stato pari a 2 milioni 918mila persone, al netto delle forze armate”. La dinamica dell’occupazione al Sud presenta dalla metà del 2018 “una marcata inversione di tendenza, con una divaricazione negli andamenti tra Mezzogiorno e Centro-Nord”. Gli occupati al Sud negli ultimi due trimestri del 2018 e nel primo del 2019 “sono calati di 107 mila unità (-1,7%)”, nel Centro-Nord, invece, nello stesso periodo, “sono cresciuti di 48 mila unità (+0,3%)”.

C’è poco da aggiungere da quello che scrive il rapporto Swimez. Noi tutto questo lo denunciamo da anni, purtroppo rimaniamo inascoltati perché i politici sono impegnati in scaramucce sull’immigrazione, quando poi la vera immigrazione da tutelare e quella meridionale un fenomeno di difetto congenito del meridione che ai “sceriffi” del potere non interessa.