Lun. Ago 15th, 2022

Al Sud il saldo migratorio totale continua a essere negativo e ad ampliarsi ulteriormente, passando da –27,8 mila del 2016 a –31,7 mila del 2017. E’ un fenomeno che riguarda tutte le regioni meridionali, con la sola eccezione della Sardegna: la Sicilia perde 16,8 mila residenti, la Calabria 3,3 mila, la Puglia 5,3 mila residenti. Secondo le previsioni Istat e SVIMEZ, si delinea per i prossimi 50 anni un percorso di forte riduzione della popolazione, in particolare nel Mezzogiorno, che perderà 5 milioni di abitanti, molto più che nel resto del Paese, dove la perdita sarà contenuta a un milione e mezzo. Tutto ciò farà dell’area meridionale quella più invecchiata dell’Italia e tra le più invecchiate dell’UE.

Dal 1976 al 2016 sono emigrate dal Mezzogiorno verso il Centro-Nord 5 milioni di persone contro rientri per 3 milioni con una perdita netta per l’area di 2 milioni di residenti. Negli ultimi 16 anni hanno lasciato il Mezzogiorno 1 milione e 183 mila residenti: la metà giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni, quasi un quinto laureati; il 16% circa si sono trasferiti all’estero. Quasi 800 mila di essi non torna più nel Mezzogiorno. Nel 2016 si sono trasferiti dal Mezzogiorno in una Regione Centro-Settentrionale 108 mila abitanti, 5 mila in più dell’anno precedente. Le partenze più consistenti dalla Campania, 31,6 mila unità, dalla Sicilia, 25,1 mila, dalla Puglia, 19,2 mila unità; dalla Calabria 13,8 mila. La Lombardia è la Regione del Centro-Nord che attrae il maggior numero di meridionali, poco meno di un terzo dei migranti, meno attraenti risultano, invece, le regioni del Nord-Est a vantaggio di quelle del Centro tra le quali, il Lazio. La migrazione dal Mezzogiorno verso l’estero si esaurisce in larga misura nell’ambito dei paesi UE ed ha come principale destinazione la Germania dove nel 2016 si sono trasferiti quasi 11 mila meridionali, un terzo del totale, seguono ma a una certa distanza il Regno Unito, 6,2 mila, la Svizzera, 3,6 mila e la Francia, 2,1 mila.

Nel Mezzogiorno il pendolarismo fuori Regione nella media del 2017 interessa circa 212 mila persone pari al 9,4% della popolazione totale ed è un fenomeno più intenso che nel resto del Paese. Gli spostamenti temporanei all’interno del Mezzogiorno si limitano a circa 50 mila unità, Rispetto all’anno precedente, gli occupati residenti nel Mezzogiorno che svolgono un’attività nelle regioni centro-settentrionali o all’estero sono aumentati di circa 8 mila unità. Un modesto aumento che però spiega la crescita dell’occupazione complessiva del Mezzogiorno pari a 71 mila unità dell’anno scorso.