Dom. Feb 5th, 2023

Inverno 1944. Roma, centro storico. Seduta sulla scalinata di Trinità dei Monti, in piazza di Spagna, Luigia, detta “Gina”, studentessa diciasettenne dell’Istituto di Belle Arti, con la passione per la pittura, la scultura e la fotografia, come ogni pomeriggio , disegna con il carboncino delle caricature dei passanti o degli schizzi raffiguranti i monumenti e le architetture della Capitale.

Concentrata e assorta sul suo disegno, la rappresentazione di un gabbiano, posatosi su un capitello della chiesa della Ss.Trinità, non si accorge che una passante la sta osservando fino a che , quest’ultima, avvicinatalesi, esclama:  “Signorina, complimenti, lei è davvero brava!…”, per poi scusarsi imbarazzata, “Mi spiace averle recato disturbo, sono stata davvero invadente…le chiedo ancora perdono!…”.

“Si figuri, signora !…E poi, non mi ha disturbato affatto…la mia era solo una prova…in realtà, oggi, non sono molto ispirata!…!, rivela la ragazza.

“Ah, ma non si direbbe, sa?!…E’ così brava che a me  il suo disegno sembra già un dipinto…E’ bello che, in questi tempi di guerra, una persona così giovane come lei coltivi una passione!…”, constata la passante, una donna  sulla quarantina, subito interrotta da Gina.

“Sì, il disegno per me è tutto!…E poi è anche un modo per aiutare i miei genitori e la mia famiglia…Sa, per colpa della guerra abbiamo perso tutto e da Subiaco ci siamo trasferiti qui a Roma…così, quando posso, dopo la scuola,  vendo i miei disegni…”, si racconta la ragazza, cui la passante chiede di poter acquistare un suo carboncino: “Allora, se lei permette , signorina, vorrei acquistare qualcuno dei suoi disegni: sono molto belli, sa?…io ho conservato una cornice  antica che sarebbe proprio adatta alla delicatezza del suo tratto!…”.

“La ringrazio, signora!…Lei è molto gentile…ma qui con me non ho tutti i miei carboncini e ce ne sarebbero alcuni, tra i più belli, che farebbero proprio al caso suo!…Se volesse essere così cortese e disponibile da ritornare domani, alla stessa ora, glieli  farei trovare tutti…”, fa la sua proposta l’aspirante pittrice, scultrice e fotografa.

“Con piacere, Signorina!…”, accetta la passante, spiegando: “Sa, io sono una maestra  elementare , ma mi sarebbe piaciuto tanto fare la pittrice , proprio come lei!…Quando avevo la sua età, dipingevo con la tecnica degli acquarelli, poi, il lavoro, la guerra…Lei mi ha raccontato che la sua famiglia ha perso delle proprietà nei bombardamenti… io, invece, ho perso i miei cari ed ora sono sola…Però, mi restano i miei alunni, la scuola dove insegno e i miei ricordi, i ricordi dei miei genitori  del  loro amore e dei loro sorrisi…Sapesse come sorridevano quando eravamo tutti insieme!…Io, cerco sempre di sorridere, sa?…lo faccio anche per loro…Forse, sarà per questo che amo l’Arte, perché mi fa sorridere il cuore!…Io penso che voi artisti, artisti figurativi, intendo, abbiate un privilegio e  un dono: il privilegio di parlare all’anima delle persone, emozionando, e il dono  di restare eterni…Le opere di Leonardo, Raffaello, Michelangelo, artisti che  le auguro di eguagliare per genio e longevità,  sono rimaste immutate nel tempo  e,  attraverso i secoli  sono arrivate  fino a noi e ancora arriveranno alle generazione successive…”.

“Ha ragione, sa?… un artista è in grado di trasmettere emozioni  al pubblico e di riceverne a sua volta…L’Arte, poi, è pura  bellezza,  bellezza che vince il dolore!…”, sentenzia Gina, con tono perentorio e fiero, chiosando: “Da aspirante pittrice, scultrice e fotografa, è bello anche solo pensare di poter emulare i grandi e , come loro, riuscire a  dare forma all’eterna bellezza!…”.

“Il Cinema è un’Arte immediata: fai un film e il giorno dopo ti conoscono in tutto il mondo. Nella scultura e pittura uno è conosciuto dopo 300 anni”. Così, l’attrice, scultrice, pittrice e fotoreporter Gina Lollobrigida, a proposito della sua carriera cinematografica e della  passione per l’Arte, in un’intervista rilasciata nel settembre 2018 alla giornalista  Elvira Serra ,per Il Corriere della Sera.

Nata a Subiaco, in provincia di Roma, il 4 luglio 1927, da Giovanni Lollobrigida, agiato produttore di mobili  e da Giuseppina Mercuri, sfollati durante la Seconda Guerra Mondiale, dopo aver perso le proprietà  a causa di un bombardamento ,Luigia” detta “Gina”, cresce con i quattro fratelli a Roma, dove la famiglia si trasferisce nel 1944, prima dell’arrivo degli Alleati.

Appena adolescente, la futura “diva del Cinema italiano”, appassionata di scultura e pittura e, abile nel disegno, si iscrive all’Istituto di Belle Arti e, per mantenersi agli studi vende caricature da lei realizzate mediante la tecnica del carboncino e posa  per i fotoromanzi,   come “Nel fondo del cuore”, tra i primi dell’epoca ad essere pubblicati sulla rivista “Sogno”, utilizzando  lo pseudonimo di “Diana Loris”.

Quindi, nel 1947,  a soli diciassette anni,  dopo una breve esperienza teatrale ,( recita il ruolo di “Corinna” nella commedia di Eduardo Scarpetta, “Santarellina”, diretta da Luigi Tenneroni), partecipa al concorso di Miss Roma,  classificandosi seconda e, conquistando  a tal punto  il pubblico da aggiudicarsi la finale del concorso di Miss Italia a Stresa, nella quale arriva terza dopo la vincitrice, Lucia Bosè, e Gianna Maria Canale , destinate a diventare entrambe vere e proprie stelle del Cinema.

Intrapresa, quindi, la carriera di attrice, viene scritturata dapprima come comparsa e controfigura, per poi ottenere piccoli ruoli nei film di Mario Costa tratti dai melodrammi d’opera ( “L’elisir d’amore” di Gaetano Donizetti  e “Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo), nei quali si fa notare, raccogliendo i primi consensi, grazie ai quali viene invitata a Hollywood dal produttore Howard Hughes, già scopritore di talenti come Jane Rusell.

Tuttavia, poco entusiasta dell’esperienza hollywoodiana, decide di fare ritorno a Roma dove inizia a lavorare a pellicole di produzione italiana ed europea, tra cui: “Campane a martello” di Luigi Zampa,Achtung! Banditi!” di Carlo Lizzani,  e “Passaporto per l’Oriente”, diretto da Romolo Marcellini.

La consacrazione a livello internazionale, però, arriva solo nel 1952 con il film di Christian-Jaque, “Fanfan la Tulipe”, premiato con un Orso d’argento al Festival di Berlino, cui segue “Le belle della notte” di René Clair.

Parallelamente,   raccoglie un largo consenso anche in Italia  con la pellicola “Altri tempi” di Alessandro Blasetti , dov’è protagonista dell’episodio “Il processo  di Frine”, nel quale Vittorio De Sica,  nei panni di un avvocato difensore d’ufficio, in un’appassionata arringa, conia per lei, imputata dalla straordinaria avvenenza,  il termine “maggiorata fisica”.

Proprio al fianco dell’attore e regista, tra i padri del Neorealismo, nel 1953 gira la commedia di Luigi Comencini “Pane , amore e fantasia”,film premiato con un Orso d’argento al Festival di Berlino, nel quale interpreta la vivace e temperamentosa “Bersgliera”, personaggio divenuto da subito iconico e che le vale il Premio Nastro d’Argento e una candidatura al BAFTA.

Grazie al successo della pellicola, nel 1954, veste di nuovo i panni della fiera contadina nel seguito, sempre diretto da Comencini,Pane, amore e gelosia”,  rifiutando però il terzo capitolo della serie, “Pane, amore e…”, che avrà come protagonista Sophia Loren, considerata dalla stampa  la sua “rivale”.

Negli stessi anni, passata dalla commedia al dramma con i film: “La provinciale” di Mario Soldati, tratto dall’omonimo romanzo di Alberto Moravia, La romana” di Luigi Zampa, adattamento sempre dal romanzo omonimo di Moravia ,con cui si aggiudica  il premio Grolla d’oro a Saint Vincent e“Mare matto” di Renato Castellani, alterna a produzioni hollywoodiane quelle di Cinecittà.

Infatti, la “Lollo”, come viene soprannominata dagli addetti ai lavori e dall’opinione pubblica, nel decennio Cinquanta,  interpreta le pellicole : “Il tesoro dell’Africa” di John Huston, con Humphrey Bogart e Jennifer Jones, “Il maestro di Don Giovanni” di  Milton Krims, “La donna più bella del mondo” di Robert Z. Leonard, film ,quest’ultimo, sulla vita della soprano Lina Cavalieri interpretato al fianco di Vittorio Gassman, nel quale mette in luce le sue doti di cantante lirica e, grazie al quale vince il  David di Donatello come “migliore attrice protagonista”, nuovo premio istituito proprio allora, “Trapezio” di Carol Reed, con Burt Lancaster e Tony Curtis, “Il gobbo di Notre Dame” di Jean Delannoy, trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di Victor Hugo, in cui veste i panni della gitana Esmeralda, accanto ad Anthony Quinn, nel ruolo di Quasimodo, “Sacro profano” di John Sturges, con Frank Sinatra e Steve McQueen ,“Salomone e la regina di Saba” di King Vidor, accanto a Yul Brynner, chiamato a sostituire  Tyrone Power venuto a mancare durante le riprese, e George Sanders, “Anna di Brroklyn”di e con Vittorio De Sica e “La legge” di Jules Dasin, accanto a Marcello Mastroianni, Yves Montand e Melina Merkouri, commedie dolci-amare ,queste ultime, apprezzate dalla critica, ma accolte tiepidamente dal pubblico.

Considerata “la donna più bella del mondo” e  un’autentica “diva” , ormai di casa ad Hollywood, dove  presenzia in veste di madrina-premiatrice alla cerimonia dei Premi Oscar (nel 1961, premia il regista Billy Wilder), negli anni Sessanta gira i film: “Va nuda per il mondo” di Ranald MacDougall, con Ernest Borginine e Anthony Franciosa, “Torna a settembre”di Robert Mulligan, accanto a Rock Hudson, Bobby Darin e Sandra Dee, con cui si aggiudica un Golden Globe come “miglior attrice” , “Venere imperiale” di Jean Delannoy, nel quale impersona Paolina Bonaparte, interpretazione grazie a cui ottiene i premi David di Donatello e Nastro d’argento, “La donna di paglia” di Basil Dearden, accanto a Ralph Richardson e Sean Connery, “Strani compagni di letto” di Melvin Fank, ancora una volta in coppia con Rock Hudson, “Hotel Paradiso”  di Peter Glenville, con Alec Guinness e “L’amante italiana” di Jean Delannoy, accanto a Horst Buchholz, José Ferrer e Louis Jourdan.

Non trascurata  l’Italia, è  protagonista delle pellicole: “La bellezza di Ippolita” di Giancarlo Zagni,Io, io , io…e gli altri” di Alessandro Blasetti, “Le piacevoli notti” di Armando Crispino e Luciano Lucignani , “La morte ha fatto l’uovo” di Giulio Questi  e “Un bellissimo novembre” di Mauro Bolognini,  ospite d’onore di spettacoli televisivi internazionali come il “The Dean Martin Show” e padrona di casa di varietà Rai a lei dedicati, quali “Stasera Gina”, diretto da Antonello Falqui.

Ormai tra le icone hollywoodiane, si cimenta in generi cinematografici nuovi, come: la commedia musicale, interpretando il film “Buonasera , signora Campbell” di Melvin Frank, accanto a Telly Savalas, Phil Silvers, Lee Grant e Shelly Winters, grazie al quale ottiene una candidatura al Golden Globe per la “migliore attrice” e un David di Donatello,  la satira,  recitando nella pellicola “Mash, la guerra privata del sergente O’Farrell” di Frank Tashlin, con Bop Hope  ,Phyllis Diller e lo “spaghetti western” “E continuavano a fregarsi il milione di dollari” di Eugenio Martin, accanto a James Mason e Lee Van Cleef.

Poi, nel 1972, dopo le partecipazioni ai film “Un ospite gradito…per mia moglie” di Jerzy Skolimowski e “Peccato mortale”di Francesco Rovira Beleta e il debutto nella serialità televisiva con lo sceneggiato “Le avventure di Pinocchio” di Luigi Comencini, nel quale interpreta il personaggio della Fata Turchina, si allontana dal grande schermo, diradando le sue apparizioni cinematografiche, per dedicarsi alle sue passioni di sempre: scultura, pittura e fotografia.

Nell’ambito della fotografia, ritrae personaggi come : Paul Newman, Audrey Hepburn, Ella Fitzgerald, Salvador Dalì, Henry Kissinger e David Cassidy, e realizza reportage tra cui l’intervista a Fidel Castro, mentre , in veste di scultrice, espone opere in tutto il mondo, dalla Cina agli Stati Uniti, passando per Francia, Spagna, Russia e Qatar.

Tornata sul set negli anni Ottanta per partecipazioni a serie televisive americane come “Falcon Crest”, “Deceptions” e “Love Boat”, nel 1988 prende parte alla trasposizione televisiva, diretta da Giuseppe Patroni Griffi ,del romanzo di Alberto Moravia “La Romana” , già da lei interpretata nella versione per il Cinema  (stavolta, però, calandosi nei panni della madre della protagonista, Francesca Dellera).

Apparsa nuovamente con camei in  pellicole di produzione internazionale ( “Cento e una notte”, di Agnès Varda e “XXL” di Ariel Zeitoun) e in una serie televisiva italiana  (“Una donna in fuga” di Roberto Rocco), nel 1996 è premiata con il David di Donatello alla carriera, per poi prendere  parte alla commedia “Box Office 3D-Il film dei film”, di e con Ezio Greggio.

Al centro del documentario “Schuberth-L’atelier della dolce vita” di Antonello Sarno,insieme con Sophia Loren, il 2 febbraio del 2018 viene insignita di una stella sulla Hollywood Walk of Fame.

Candidata alle elezioni europee nel 1999 e alle ultime elezioni politiche, senza però essere eletta, nel settembre 2022 viene ricoverata a causa di una caduta e della conseguente rottura del femore. Aggravatesi le sue  scondizioni di salute , si è  spenta in una clinica romana, il 16 gennaio , all’età di novantacinque anni.

Salutata dai familiari (il figlio Andrea , avuto dall’ex marito Milko Skofic, medico sloveno, spostato nel gennaio del 1949 e il nipote Dimitri), dagli  amici , dai colleghi , da una pattuglia di bersaglieri , che hanno ricordato il suo celebre personaggio e dagli ammiratori, sia presso la camera ardente allestita nella sala della Protomoteca in Campidoglio, che alle esequie, svoltesi nella chiesa degli Artisti in Piazza del Popolo, come da suo desidero, ha fatto ritorno  per la sepoltura nella  città natale, Subiaco.

Nominata ambasciatrice di buona volontà dalla Fao (Organizzazione Onu per l’Alimentazione e l’Agricoltura) e insignita delle onorificenze di Grand’Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, Accademico d’Onore dell’Accademia delle arti e del disegno, Ufficiale dell’Ordine delle Arti e delle Lettere della Repubblica di Francia e Cavaliere dell’Ordine della Legion d’Onore francese per meriti artistici, è stata così ricordata dal politico, giornalista, scrittore e regista Walter Veltroni sulle pagine de Il Corriere della Sera: “Il paese che aveva pianto i figli e i mariti morti al fonte, contemplato le case distrutte dalle bombe e sofferto la dittatura, la fame e l’occupazione straniera aveva finalmente voglia di luce e di sorriso. Alla pesantezza della morte e del nero voleva opporre l’allegria del sorriso e la gioia della leggerezza. La bellezza contro il dolore. L’allegria contro la paura. Gina Lollobrigida incarnò, il verbo non è scelto a caso, questo desiderio di rinascita. Era esageratamente bella, trasmetteva una gioia di vivere che era estranea al lungo inverno italiano. Era a colori, in un mondo in bianco e nero.[…] La Lollo era una bravissima attrice. Io la ricordo così in un film della fine degli anni sessanta, «Un bellissimo novembre» di Bolognini e, soprattutto, nella magnifica interpretazione della Fata Turchina nel «Pinocchio» di Comencini. I suoi personaggi, più di altri, raccontano l’incanto di quel tempo, la seconda metà degli anni quaranta e l’inizio dei cinquanta, in cui gli italiani tornavano a vivere una vita normale, a sperare, a gustare la vita. La vita normale. Senza guerre, dittature, fame. La vita normale, fatta di pane, di amore e di fantasia”.

N.B. Si precisa che i fatti raccontati sono frutto di una ricostruzione fantasiosa della giornalista , pur traendo spunto da dati biografici reali.

Per la biografia, citazioni e fonti: Wikipedia. Intervista a Il Corriere della Sera 15 settembre 2018 rilasciata ad Elvira Serra. Walter Veltroni, Il Corriere della Sera, 16 gennaio 2023.