Ven. Feb 3rd, 2023

ROMA – Ormai siamo giunti ad un punto di non ritorno: lo stato la deve smettere di chiedere sempre soldi agli italiani. Inizio a dare ragione a Silvio Berlusconi sul sistema fiscale italiano. Concordo sul fatto che oggi lo stato preleva quasi tutto dalle tasche degli italiani. Dietro i soldi degli italiani ci sono tanti sacrifici, tanto sudore, e tanta fatica, non è giusto che uno stato spendaccione preleva e poi non torna in servizi quello che preleva.

Non è retorica o qualunquismo, è uno stato di fatto che adesso deve finire. Il prezzo che stanno pagando gli italiani è molto alto. Prima, con quello che guadagnano non riescono più a fare nulla per colpa dell’euro. Secondo, vengono tassati in maniera sconsiderata, e in alcuni casi il prelievo diventa criminale e anche usurante.

Un giovane mi raccontava che sullo stipendio del mese di dicembre si è visto decurtare quattrocento euro di tasse. Su uno stipendio da fame, sudato facendo degli extra proprio per guadagnare di più, si è visto tassare lo stipendio con un prelievo di quattrocento euro di quasi tutti gli extra che aveva fatto. La ragione della rabbia che circola in Italia parte proprio da situazioni come queste, dove c’è chi lavora per guadagnare qualcosa in più e, poi, uno stato senza scrupoli si prende tutto.

Non è tollerabile che lo stato prende il sudore degli italiani non in maniera equa, ma con la forza come si faceva nei più nobili regimi dittatoriali. La pressione fiscale è diventata un regime dittatoriale a tutti gli effetti. Il fisco è uno stato di polizia che ordina e il cittadino deve eseguire. In tutto ciò gli italiani devono anche tremare perché, nonostante non possono pagare, lo stato lo obbliga a fare con atteggiamenti da regime attraverso i suoi scagnozzi creati ad hoc per costringere gli italiani a pagare. Gli italiani stanno lavorando a singhiozzo, e quel poco di lavoro che c’è, è solo precario e schiavitù. Ma lo stato continua a pretendere.