Sab. Feb 4th, 2023

Autunno 2013. Roma . In un noto ristorante  del centro storico l’attore Giuliano Gemma , in compagnia della moglie , si appresta a cenare . Schivo , rinserrato dietro un paio di lenti scure per via della luce , fa la sua ordinazione al cameriere , mentre due ragazzi entrano nella sala. “Anvedi chi c’é !…No , Silvà , nun te voltà , che se ne accorge ! …Oh , è lui, è proprio lui! …Gemma!” , esclama il ventenne Mario , rivolgendosi all’ amico . “No , nun me lo di’ ! …io c’avevo il suo poster in cameretta da bambino …era il mio mito!…” , risponde Silvano , in preda all’entusiasmo, continuando : “Senti , ma giacché c’è capitata ‘sta botta de fortuna , perché nun s’avvicinamo per chiedergli l’autografo ? …”  . “Ma , nun saprei …’sta a’ cenà …magari lo disturbiamo !” , replica Mario. “Sai che te dico : mò ce provo lo stesso , mal che vada me manderà a quel paese!” , prende l’iniziativa  Silavano,  avvicinandosi  al tavolo dell’attore . “Buonasera , signor Gemma , scusi il  disturbo , ma devo assolutamente farmi una foto con lei , perchè per me , lei è un mito !…” . L’attore , sollevato lo sguardo , levatosi gli occhiali ,  voltandosi  verso il ragazzo ,  risponde: “Buonasera giovanotto !…Vitsa la mia età è un miracolo che tu  non mi abbia chiesto di farti un autografo per tua madre!” . Poi , scattata e autografata la fotografia , Silvano raggiunge l’amico Mario al bancone del bar : ” A’ Mario , che t’avevo detto ? , ce l’ho fatta , ecco la foto !…Nun puoi capì com’è gentile…ed è pure simpatico! De persona nun te dà l’impressione d’esse’ ‘n’attore importante  , un personaggio noto …è ‘na persona normale , un antidivo!” .

“Eroe del western all’italiana” : così , i critici definivano l’attore Giuliano Gemma. Nato il 2 settembre del 1938 a Roma da genitori ciociari , dopo un’infanzia e un’adolescenza dedicate allo sport (nuoto, equitazione, sci, alpinismo e paracadutismo)  , viste le doti atletiche ,  negli anni Cinquanta approdò a Cinecittà   come controfigura nelle scene d’azione . In seguito , ottenuti piccoli ruoli e comparsate in pellicole come “Venezia , la luna e tu” di Dino Risi e in kolossal internazionali quali “Ben-Hur” di William Wyler , fu costretto ad  allontanarsi dal set per svolgere il servizio militare nel corpo dei vigili del fuoco . Sebbene si fosse appassionato al   pugilato , sport che praticò anche grazie all’incontro con Nino Benvenuti, tuttavia , fece ritorno al cinema , interpretando film di genere mitologico, come “Arrivano i titani” di Duccio Tessari e storico , quali “Il Gattopardo” di Luchino Visconti e alcune pellicole della serie “Angelica” di B B . Consacrato divo  solo con il filone del “western all’italiana ” , nel decennio Sessanta  girò ,diretto dai registi  Duccio Tessari , Tonino Valerii e Sergio Corbucci , i film sbanca botteghino : “Una pistola per Ringo” , “Il ritorno di Ringo” , “Adiòs gringo” , “Un dollaro bucato” , “I lunghi giorni della vendetta” , “Per pochi dollari ancora” e “I giorni dell’ira” . Compagno di set dell’amico boxèr Nino Benvenuti in “Vivi o preferibilmente morti” di Duccio Tessari, di Bud Spencer in “Anche gli angeli mangiano fagioli” e di Ricky Bruch in “Anche gli angeli tirano di destro” , nel 1970 esordì nel genere impegnato , impersonando l’eroe  partigiano “Silvio Corbari” nella pellicola “Silvio Corbari” di Valentino Orsini  , cui seguirono : “Il deserto dei Tartari” di Valerio Zurlini , “Il prefetto di ferro” , “Corleone” , entrambe di Pasquale Squitieri e “Un uomo in ginocchio” di Damiano Damiani . Premiato con un David di Donatello e una Grolla d’Oro come “migliore attore” , negli anni Ottanta prese parte ad alcuni film d’autore: “Tenebre” di Dario Argento  e “Speriamo che sia femmina” di Mario Monicelli . Volto della trasposizione cinematografica dei  fumetti “Tex Willer” in “Tex e il signore degli abissi” di Duccio Tessari , dal 1990 al 2010 si è dedicato prevalentemente  alla televisione ( partecipando a numerose serie Rai e Mediaset  :  “Angelo il custode” , “Giovanni Paolo II” , “Butta la luna” e “Il Capitano”)  e alla scultura , realizzando opere in bronzo esposte in diverse mostre .  Ottenuti Nastro d’argento , Globo d’Oro e Premio De Sica   alla carriera  , da alcuni anni  si era ritirato a Cerveteri , nella campagna romana , con  la seconda moglie , Daniela Baba Richerme , critica cinematigrafica e giornalista  del Giornale Radio Rai , conosciuta nel 1985  , rimasto vedovo della prima moglie,  da cui aveva avuto le figlie Giuliana e Vera. Morto prematuramente il 1° ottobre del 2013 , all’età di settantacinque anni , a causa di un incidente automobilistico , fu salutato da una folla di ammiratori e colleghi accorsi in Campidoglio , presso la camera ardente e ai funerali , svoltisi nella chiesa di Santa Maria dei Miracoli , in piazza del Popolo. Così , lo ricordava , a poche ore dalla scomparsa , proprio la moglie Daniela  : “Non si è mai atteggiato a divo. Nonostante fosse un attore conosciuto in tutto il mondo , era la persona più semplice , umile , modesta che io abbia mai conosciuto nel suo ambiente . Non si prendeva sul serio e io , per questo , a  volte , lo rimproverarvo . Era una persona che non si poteva non amare . Peccato , non abbia fatto in tempo a dirgli che avrei voluto diventare vecchia al suo fianco” .