Gio. Set 29th, 2022

ROMA- Le tasse vanno pagate, esse servono a mantenere vivo il paese e rendere i servizi a tutti. Le tasse però devono essere eque e proporzionali alla capacità contributiva del cittadino come recita la nostra costituzione. Negli ultimi anni, invece, la nostra classe dirigente, specialmente quella di centrosinistra, ha fatto delle tasse un qualcosa di pericoloso per i cittadini. Di fatti esse sono aumentate a dismisura, e nuove ne sono nate sotto forma di cavilli burocratici che mettono i cittadini con le spalle al muro. Una situazione, quella italiana, che è diventata insostenibile, anche perché oltre a pagare le tasse, i cittadini si vedono decurtare i servizi, o in alcuni casi sono inesistenti.

In contropartita lo stato per incassare i soldi ha creato una serie di sistemi repressivi che non hanno portato soldi nelle casse dello stato, incassandoli da chi fa sul serio l’evasione, ma sono andati ad intaccare chi non ha la possibilità di pagare. Lo stato è stato un cattivo attore recitando la parte dell’innocente, ma di fatti è il vero colpevole del disastro.

Gli italiani iniziano ad accorgersi che il sistema di governi tecnici e privi di consenso popolare ha determinato tutti i fattori elencati prima, ed ecco che domenica ha perso lo stato di polizia ed ha vinto la voglia di vivere in un paese liberale e moderato, dove al centro c’è l’attenzione per la vita dei cittadini. Il sistema repressivo non ha vinto, anzi, ha talmente perso, che forse alle prossime elezioni politiche una parte politica scomparirà del tutto. La voglia di ritornare a vivere degli italiani fa a cazzotti con le idee di chi voleva un paese ostaggio dello stato, dove esso decide per tutti e preleva tutto. Oltretutto c’è la voglia di ritornare a vivere sereni, e non vivere nell’incubo che da un momento all’altro perdi tutto. Infine c’è la voglia di ritornare ad avere un lavoro dignitoso che consenta di poter vivere pagando le tasse, eque, e avere a disposizione qualcosa per garantire un futuro ai figli.