Dom. Set 25th, 2022

ROMA- Quando vai nel cuore degli stati uniti d’Europa, Bruxelles, ti rendi conto quanto sia una bufala questa Europa. Già il fatto che se vai in aeroporto ti senti dire “I do not speak Italian”, oppure da un belga che parla solo francese “Je ne parle pas italien”. Allora ti viene spontaneo esclamare, in napoletano: “Ma jat a caca vuj e l’Europa”. Ci vuole. Possibile che non ci sono traduttori della lingua italiana in un aeroporto internazionale come quello di Bruxelles. Eppure è così. Tastato con mano.

Poi entri nel paradiso della falsa Europa, il parlamento, e rifletti. Vedi tutti quei banchi e non puoi esclamare: “chist so pazz”. E sì, perché tutti quei banchi ospitano gente, politicanti, che hanno idee diverse, culture diverse, modi di vivere diversi, tradizioni diverse, insomma, sono ognuno diverso dall’altro. Ti dai subito una risposta: “Gli Stati Uniti d’Europa sono una bufala”.

Eppure questi signori criticano l’Italia. Farebbero bene a criticare i loro colleghi italiani e lasciar stare gli italiani. Questa fantasia degli Stati Uniti d’Europa è stata partorita da menti poco lucide, forse presi dalla mania di gelosia nei confronti degli Stati Uniti d’America, che sono un’altra cosa. Questa Europa inventata da un manipolo di politici, non è e non sarà mai quello che loro intendono. Siamo ognuno distanti dall’altro, e quando andiamo in giro per questa Europa, ci rendiamo conto di quanto sia un fallimento culturale volere mettere tutti insieme.

Sono proprio dei bambinoni. Si accapigliano ogni giorno, si accusano a vicenda, cercano soluzioni che vanno bene per tutti, ma non vanno bene per nessuno, si nascondono dietro i paravanti della vergogna sapendo che stanno fallendo ma non possono ammetterlo. E mentre loro cercano di tirare a campare, i popoli europei muoiono lentamente. L’Europa non è la l’America, dove il sentimento nazionalista è unanime in tutti gli stati, dove la lingua è una, e dove i popoli sono considerati americani in tutti gli stati. L’Europa è un’altra cosa, ogni nazione si sente nazionalista a casa propria, se lo chiami europeo non si volta, e di questa Europa non ha nessun sentimento plausibile che lo faccia sentire tale, anzi, non sente nessun bisogno di questa Europa unita, perché ognuno resta quello che è.