Lun. Nov 28th, 2022

ROMA. Ancora una volta si bandiera un aumento dell’occupazione in maniera farlocca. E sì, perché il governo del PD festeggia, stappa bottiglie di champagne, cori di gioia, ma la fine è un lavoro che non c’è. Gli ultimi dati Istat sull’occupazione sono stati salutati dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e da buona parte del suo governo come un successo del Jobs Act. Cioè della riforma del governo di Matteo Renzi che puntava a incentivare il lavoro a tempo indeterminato. Ma sia l’Istat sia il governo PD non dicono che i numeri sono solamente a favore del lavoro che non c’è, cioè quello a tempo, che non garantisce nulla, nemmeno il lavoro.

In Italia il problema principale che non esiste il lavoro a tempo indeterminato, cioè quello che ti permette di progettare il futuro. I numeri sono ancora una volta frutto di un lavoro senza prospettive per il futuro, che si interrompe velocemente, e dopo tutto torna come prima per chi vorrebbe un vero lavoro. I dati provvisori di agosto diffusi dall’Istat dicono che gli occupati dovrebbero crescere dello 0,2% rispetto a luglio. Sono 36mila occupati in più. Crescita, spiega l’istituto di statistica, «interamente dovuta alla componente femminile, mentre per gli uomini, dopo l’incremento dei due mesi precedenti, si registra un calo». L’occupazione femminile si attesta al 48,9%, il massimo dal 2003. Poi «aumentano i dipendenti a termine, sostanzialmente stabili i permanenti». Anche nel periodo giugno-agosto, a crescere sono «quasi esclusivamente» i lavori a termine. Questo significa, in primo luogo, che la riforma del lavoro del governo di centrosinistra ha mancato il suo obiettivo.

Come di consueto quando escono gli aggiornamenti Istat sul lavoro sono arrivate letture di segno opposto. La generazione della crisi, penalizzata dal calo della demografia e schiacciata tra gli ultra 50enni, bloccati al lavoro dalle ultime riforme previdenziali, e quella dei giovani, sempre più precari. Tendenza che è chiara se si confrontano dati su base annua. Purtroppo anche Renzi ha esultato però non ha dato nessun cenno sul fatto che il jobs act è stato approvato proprio per evitare uno scenario come quello descritto dall’Istat, cioè un lavoro sicuro che non termini in pochi mesi, tutto il contrario che sta facendo al riforma del lavoro di Renzi.