Mar. Ago 9th, 2022

ROMA- Il 23 novembre del 1980, intorno alle ore 19,34, in Campania la terra trema violentemente. Il sisma ebbe luogo tra l’Irpinia e la Basilicata centro-settentrionale. Il terremoto fu di magnitudo 6,9 del decimo grado della scala Mercalli, con epicentro tra i comuni di Teora, Castelnuovo di Conza e Conza della Campania, causò circa 280.000 sfollati, 8.848 feriti e 2.914 morti. Un’apocalisse mai vista. La sera della scossa, essendo il mese di novembre, poche ore prima aveva piovigginato, c’era la caditoia ancora piena d’acqua. Dopo la violenta scossa l’acqua si muoveva in senso ondulatorio, una cosa impressionante, che dava la misura della potenza della natura.

La difficoltà di accesso dei mezzi di soccorso nelle zone dell’entroterra, dovuta al cattivo stato della maggior parte delle infrastrutture, e la mancanza di un’organizzazione, come la Protezione Civile, che fosse capace di coordinare risorse e mezzi in maniera tempestiva e ottimale, provocarono un danno inestimabile. L’allora presidente della repubblica, Sandro Pertini, fu preso dalla rabbia per quello che stava succedendo laggiù, e fu uno dei primi ad arrivare nelle zone terremotate nonostante l’obiezione contraria del presidente del Consiglio Forlani e altri ministri e consiglieri. Quel grande Presidente e grande uomo non sentì ragioni, Infatti, il 25 novembre raggiunse in elicottero le terre terremotate. Fu preso da grande sgomento e dolore mista ad amarezza: c’erano macerie e morti dappertutto. Quando tornò dall’Irpinia fece in un discorso in tv rivolto agli italiani, denunciò con forza il ritardo e le inadempienze dei soccorsi, arrivati in tutte le zone colpite dopo cinque giorni. Le dure parole del presidente della Repubblica colpirono tutto il paese e causarono l’immediata rimozione del prefetto di Avellino Attilio Lobefalo e, in seguito, anche le dimissioni (in seguito respinte) del Ministro dell’Interno Virginio Rognoni. Dal terremoto dell’Irpinia partì la costruzione della protezione civile che oggi è il fiore all’occhiello, insieme ai vigili del fuoco, dell’Italia. L’ira del Presidente Pertini mise tutti in riga, e nessuno ebbe il coraggio di obiettare alle richieste del capo dello Stato, che invitò le istituzioni a prendere atto che l’Italia non poteva più stare senza unità operative capaci di intervenire immediatamente in caso di calamità naturali.

Grazie al grande presidente della Repubblica Sandro Pertini che oggi l’Italia è dotata di un grande organismo di soccorso e assistenza come la protezione civile. Grandi uomini, seppur pochi, li abbiamo avuti, e quei pochi sono riusciti a costruire più dei tanti che hanno guidato la nazione Italia.