Mer. Lug 6th, 2022

Un plauso va a tutti gli organizzatori, a partire dall’amministrazione comunale ma, soprattutto, a Angela Bonafiglia, direttrice artistica della manifestazione, che ha voluto la manifestazione a Pietramelara. Il successo per la manifestazione è stato pieno, senza ombra di dubbio. Lo spirito della comunità di Pietramelara si è visto tutto: sono stati coinvolti cittadini di tutte le età e, come sempre, tutti hanno aderito all’invito a partecipare. Il pubblico non è mancato, ed è un’apertura di credito per il futuro. Una rappresentazione medioevale dove c’erano dame, cavalieri e combattenti. È stata l’occasione per aprire le porte di Pietramelara alle tante persone venute da fuori ed hanno potuto assistere a un evento unico in una location straordinariamente bella: il borgo.

Si replica il 22 giugno con il Palio dei Borghi, ultimo appuntamento a chiusura dell’edizione inaugurale della kermesse. La bravura dell’organizzazione è stata quella di non trascurare nulla, impegnando ogni angolo del paese.

Pietramelara ha un borgo straordinario. Stiamo parlando di qualcosa di antico che valorizzato al meglio può diventare una metà turistica di grande pregio. Ovunque ci sono i borghi c’è ricchezza, e l’alto casertano è pieno di borghi antichi, alcuni lentamente riportati allo splendore, altri invece abbandonati a se stessi. Un vero peccato. In Toscana, come anche in Umbria, i borghi antichi sono un valore aggiunto per l’economia locale. Piccoli paesi di poche anime, dopo l’imponente ristrutturazione del borgo, oggi sono meta appetibile per turisti inglesi e tedeschi. I borghi sono stati il successo di piccoli territori, che fino a qualche anno fa nessuno conosceva, ora fanno da volano economico.

Pietramelara può, attraverso il borgo, costruire quel volano culturale capace di rendere vivo la storia del passato attraverso un circuito attrattivo com’è successo con la magia del borgo. Quando i paesi si popolano, circola anche economia per le attività commerciali, oltre ad avere un impatto positivo su tutto il tessuto sociale. Tutto si può fare se c’è la volontà di farlo. Non bisogna limitarsi a un solo evento, il borgo deve diventare un evento aperto tutto l’anno. Su un punto bisogna essere tutti d’accordo: la provincia di Caserta è immensa ed ha tanta storia, cultura e mare, se si lavora tutti insieme, dal mare alle montagne, in breve tempo possiamo diventare davvero la culla turistica d’Europa.