Lun. Dic 5th, 2022

Il fatto che l’opinione pubblica europea, i cittadini dell’unione, siano in disaccordo con le scelte dei suoi leader, dovrebbe far tremare i polsi a chi sta gestendo la fase della guerra in Ucraina. È stato dato troppo spazio mediatico a Zelensky, ma questo ha sortito l’effetto contrario nell’opinione pubblica, portando il presidente ucraino a non riscuotere più stima da parte di una opinione pubblica che inizia a ragionare con la sua testa.

I primi due leader che hanno iniziato a smarcarsi sono stati Emmanuel Macron e Olaf Scholz, che hanno creato una barriera affinché si arrivi alla pace. L’inquilino dell’Eliseo aveva apertamente dichiarato che, se si vuole arrivare a una soluzione negoziale del conflitto in Ucraina, non bisogna umiliare Vladimir Putin. In Italia e in Europa le persone vogliono la fine di questi massacri, di questa violenza, di questa macelleria. Alla luce di queste prime forme di dissociazione dell’opinione pubblica europea, ha fatto si che si aprisse uno scenario nuovo che possa portare dritti ad un compromesso di pace. Un Vietnam nel cuore d’Europa provocherebbe un danno incalcolabile alle economie dei Paesi occidentali. Nessuno vuole una guerra su larga scala, tutti rivendicano la pace.

La guerra non è solo militare, c’è l’aspetto increscioso di una crisi alimentare ed energetica che impensierisce l’opinione pubblica. La crisi alimentare innescata dalla guerra inizia già a farsi sentire. Presto si potrebbe aprire una crisi energetica che causerebbe enormi danni alla produzione europea. Tutti fattori che non vanno sottovalutati, anche perché comprare gas altrove, soprattutto dall’America, costerebbe il quadruplo rispetto a quello che importiamo dalla Russia. Questo influisce di molto sulla vita delle famiglie e delle imprese, e potrebbe causare un corto circuito nell’economia italiana ed europea. In questo frangente c’è una condotta molto aggressiva dell’America in questo conflitto, condotta che sta penalizzando di molto i paesi europei. Lo scenario futuro è quello di una crisi economica che colpirebbe in pieno l’Europa, e l’Italia pagherebbe il prezzo più alto di questa guerra.